Bologna Città 30, a gennaio è aumentato lo smog

Mentre l’amministrazione comunale di Bologna comunica fieramente il calo degli incidenti (che ben venga) nel mese di gennaio 2024, mese in cui è stato imposto il limite di velocità a 30 km/h, la stessa non riferisce sull’aumento dello smog in città. Secondo l’Arpae (Agenzia regionale protezione ambiente Emilia-Romagna), proprio negli ultimi giorni di gennaio, in concomitanza con il rallentamento delle auto (sarà una coincidenza), lo smog a Bologna ha raggiunto «valori che non si vedevano da anni».

Nel punto di rilievo di Porta San Felice, ad esempio, il valore delle particelle inquinanti PM10 ha superato il limite dei 50 microgrammi. Siamo a 81 microgrammi. Un valore sicuramente così alto dovuto all’alta pressione atmosferica di questi giorni che tiene in sospensione nell’aria le particelle. Come si legge sull’edizione bolognese di Repubblica, «i giorni dal 21 gennaio ad oggi hanno prodotto quella che gli esperti dell’Arpae definiscono una «situazione critica».  

Se si continua con questo passo, il rischio di un aumento di malattie dovute all’inquinamento è concreto. Patologie cardiovascolari e respiratorie è fra gli effetti più certi dell’aria inquinata. Nel tempo, l’esposizione alle polveri sottili è legata a ictus, infarti, ipertensione, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, tromboembolismo venoso. Lo smog sembra anche influire sullo sviluppo dell’aterosclerosi. Un quarto dei decessi per ictus e di quelle per malattie cardiache è legato anche all’inquinamento, ci dice l’OMS. 

A pensare che nel 2023 i dati sull’inquinamento in Emilia-Romagna sono stati i migliori degli ultimi 5 anni. «L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni di inquinanti proseguendo, come delineato con il Piano aria integrato regionale 2030 a intervenire simultaneamente su trasporti», ha dichiarato la vicepresidente della Regione con delega all’Ambiente, Irene Priolo. Tuttavia, a quanto pare, all’inizio del 2024 l’obiettivo si allontana. 

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