In un post su Facebook le 6000 Sardine, guidate da Mattia Santori, hanno espresso la loro opinione favorevole alla coltivazione in casa di marijuana per uso personale.

Consentire ai consumatori di cannabis di non rivolgersi alla criminalità, liberare forze dell’ordine e tribunali da inutili procedimenti, separare il mercato della cannabis dalle altre sostanze stupefacenti e permettere anche a chi non riesce a ottenere la terapeutica di potersi curare. Sono i motivi che il movimento delle 6000 Sardine, nato a Bologna e guidato da Mattia Santori, ritiene validi per rendere libera in Italia l’auto-coltivazione di marijuana in casa dopo che ormai è passato più di un anno dalla sentenza delle Sezioni unite della Corte di Cassazione che ha stabilito che la coltivazione domestica di cannabis per solo uso personale non costituisce reato. Le Sardine in un post scritto ieri sulla loro pagina Facebook invitano i loro follower a firmare l’appello lanciato da IoColtivo.eu e promosso dall’associazione Meglio Legale, dal partito dei Radicali, e dell’Associazione Luca Coscioni, rivolto al Presidente Mario Perantoni e ai componenti della commissione Giustizia della Camera di Deputati per approvare la proposta di legge sottoscritta da Riccardo Magi che decriminalizza la coltivazione domestica di cannabis. 

«Il Procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho ha dichiarato che la libertà per i consumatori di auto-coltivare cannabis, toglierebbe alla criminalità organizzata una fetta importante di mercato. Secondo le stime infatti, i consumatori di cannabis che ogni anno decidono di coltivare sono oltre 100.000. I motivi che spingono le persone ad auto-coltivare sono tantissimi, dal risparmio alla garanzia di consumare una cannabis di qualità. In questo lunghissimo anno però il Parlamento non ha saputo cogliere queste indicazioni. Si tratta dell’unica occasione concreta che abbiamo in questa Legislatura per fare un passo in avanti. Un vero passo alla svolta!», scrivono le Sardine. 

Il firmatario della proposta di legge che decriminalizza la coltivazione domestica di cannabis, Riccardo Magi, ha ringraziato in un post su Facebook le Sardine per l’invito ad aderire all’appello lanciato da IoColtivo.eu e specifica che «la stessa proposta contiene una riduzione di pena per i fatti di lieve entità, per i quali oggi nel nostro Paese in sette casi su dieci si finisce in carcere». Magi con la sua proposta chiede al governo e alla ministra per le politiche giovanili Fabiana Dadone di avere un approccio laico rispetto ai risultati oggettivamente disastrosi delle politiche proibizioniste degli ultimi decenni sul piano sociale, economico e della giustizia. «E chiedo che, come previsto dalla legge, sia convocata la Conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti». Magi, inoltre, chiede al senatore leghista Simone Pillon, «di liberarsi dalla sua gabbia ideologica che non lo abbandona neanche quando visita le comunità di cui parla». 

Proprio il proibizionista leghista Pillon ha dichiarato in merito: «Credo che le Sardine e i loro amici dovrebbero farsi un giro in una comunità di recupero prima di parlare, facciano tutti i proclami che vogliono, ma la droga è morte. Qualcuno vorrebbe chiudere i nostri ragazzi nei cessi a fumare canne per non disturbare il manovratore». Ma a tali dichiarazioni hanno risposto le stesse Sardine: «Pillon non perde occasione per palesare la sua visione retrograda di società. Ma gli ricordiamo che di cannabis, ad oggi, non è mai morto nessuno in millenni di utilizzo. Siamo pronti a sfidarlo, su questo. E siamo anche pronti ad accompagnarlo nelle comunità di recupero: scoprirebbe che le persone in trattamento per dipendenza da cannabis sono una minoranza e che il vero allarme è quello delle droghe pesanti e sintetiche». 

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