In Emilia-Romagna crescono le imprese straniere, scendono quelle italiane

Le imprese straniere in un anno sono aumentate del 2,5 per cento. Tra in settori, sempre in testa le costruzioni.  Le imprese non straniere hanno accentuato la discesa (-1,3 per cento).

Alla fine del 2022 le imprese attive straniere in Emilia-Romagna hanno raggiunto quota 13,7 per cento del totale delle imprese regionali e rispetto alla stessa data dell’anno precedente sono aumentate del 2,5 per cento, ma con la conferma di un rallentamento. Tra in settori, sempre in testa le costruzioni. È quanto emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. Al contrario, le imprese non straniere hanno accentuato la discesa (-1,3 per cento, -4.490 imprese), che è risultata la più rapida dal 2015. La crescita delle imprese estere ha quindi sensibilmente contenuto la riduzione della base imprenditoriale regionale. 

Straniere femminili e giovanili 

L’andamento delle imprese condotte da stranieri è assai diverso se si considerano due sottoinsiemi non disgiunti: le aziende di donne e quelle di giovani. C’è un rallentamento rispetto alla forte crescita, ma restano in positivo (+2,8 per cento, +344 imprese) le imprese straniere femminili. 

Anche l’incremento delle imprese straniere giovanili, trascinato dalle misure introdotte a sostegno delle costruzioni, ha avuto una decelerazione (+2,0 per cento, +163 aziende). 

Il dato italiano  

Al termine del 2022 in Italia le imprese di stranieri sono risultate in leggera crescita (+0,6 per cento), mentre le altre imprese hanno confermato la loro tendenza negativa con un ulteriore accelerazione della flessione (-0,8 per cento) apparsa più rapida di quella regionale. 

I settori di attività economica 

In testa è il settore delle costruzioni con 20.053 (+4,3 per cento) imprese. Nell’ampio aggregato dei servizi, che con 15.221 imprese in più registra un aumento del 3,1 per cento, l’apporto maggiore è giunto dal vasto insieme degli altri servizi diversi dal commercio. 

Per quanto riguarda il commercio, che conta 12.911 imprese c’è sostanziale stabilità (+0,1 per cento) come per la manifattura che conta 5.393 aziende e accusa un lievissimo calo (-0,2 per cento). 

L’agricoltura (+5,6 per cento) continua un percorso di crescita, anche se questo settore è ancora marginale per le imprese estere, che risultano essere 947. 

La forma giuridica 

La consistenza delle imprese straniere è legata soprattutto alle ditte individuali, che sono ben 42.340 (+1,0 per cento). L’attrattività della normativa continua a determinare l’aumento delle società a responsabilità limitata semplificata (+13,8 per cento) che sono in totale 8.220, con l’effetto della riduzione delle società di persone (+1,0 per cento) che risultano 3.285. Stabile l’insieme delle imprese costituite sotto altre forme, ovvero cooperative e consorzi (-0,1 per cento) che è comunque residuale (680). 

 

fonte: Camera di Commercio Emilia-Romagna

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