Chiede un passaggio a un 68enne per poi rapinarlo con un complice, arrestati due giovanissimi

I due giovani rapinatori di 18 e di 19 anni hanno puntato un fucile d’assalto e una pistola all’anziano signore. Le armi sono risultate essere dei giocattoli. 

Telefona a un suo conoscente 68enne disabile per chiedergli se potesse andare a prenderlo con l’auto per dargli un passaggio fino a casa. Quando l’anziano signore si è presentato all’appuntamento, ha aperto lo sportello dell’auto, lato passeggero, è salito a bordo e gli ha puntato una pistola sul fianco. Il 68enne  si è trovato nell’impossibilità di reagire perché è stato minacciato subito dopo da un altro giovane armato di un fucile d’assalto. Costretto a consegnare ai due rapinatori, un 18enne e un 19enne, italiani, residenti a Medicina, 200 euro in contanti e il telefonino, l’uomo è tornato a casa a piedi perché privato delle chiavi dell’auto sottratte da uno dei due rapinatori prima della fuga. A rapina consumata, il 68enne è andato dai Carabinieri per denunciare l’accaduto. È successo lunedì scorso a Medicina dove i 2 giovani rapinatori sono stati arrestati per rapina aggravata in concorso. 

Subito dopo la denuncia del 68enne, i carabinieri hanno avviato le indagini partendo dall’intestatario dell’utenza telefonica che aveva chiamato l’anziano e hanno scoperto che si trattava di un numero in uso a un 18enne di Medicina, disoccupato e con precedenti di polizia.  Raggiunto a casa dai Carabinieri, il giovane ha ammesso le proprie responsabilità inerenti alla rapina, anche perché proprio in quel momento ha ricevuto la videochiamata del complice che si compiaceva e rideva per l’espressione di paura che la vittima aveva fatto durante l’assalto. 

Accortosi che l’amico 18enne non era da solo, ma in compagnia di altre persone (i Carabinieri) il complice ha interrotto subito la videochiamata. A quel punto, i Carabinieri dopo aver recuperato una parte della refurtiva a casa del 18enne, pari a 130 euro, sono andati a casa del complice, identificandolo nell’amico 19enne, anche lui di Medicina e con precedenti di polizia. 

Di fronte all’evidenza dei fatti, anche il 19enne ha ammesso le proprie responsabilità, restituendo il resto della refurtiva, pari a 70 euro e indicando ai Carabinieri il nascondiglio delle armi, occultate nella siepe di un giardino pubblico. Non è stato possibile recuperare il telefonino del 68enne perché durante la fuga, il 18enne lo ha gettato in un canale artificiale, mentre le chiavi dell’auto sono state rinvenute dai Carabinieri nei pressi di via Barbarossa. 

La refurtiva recuperata è stata restituita al legittimo proprietario che ha ringraziato i Carabinieri, mentre la pistola e il fucile, riproduzioni giocattolo prive del tappo rosso, sono state sequestrate. Su disposizione della Procura

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