«Siamo una realtà di sinistra, ma non ci riconosciamo più in una politica che rincorre modelli urbani importati senza partire dall’identità di Bologna». Con questa presa di posizione i Socialisti in Movimento di Bologna hanno annunciato il sostegno ad Alberto Zanni, futuro candidato sindaco per Una Nuova Bologna, in vista delle elezioni comunali del 2027, segnando una rottura con l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Matteo Lepore.

Gia lo scorso gennaio un altro partito, che aveva sostenuto Lepore alle scorse elezioni comunali, Europa Verde, decise di abbandonarlo. Il partito ambientalista ha preso le distanze dall’attuale amministrazione Lepore per le sue proposte «basate su cemento, espansione urbanistica, turismo di massa, gentrificazione e riduzione degli spazi pubblici».

Anche i Socialisti in Movimento, dunque, che aveva sostenuto Lepore alle precedenti elezioni, spiega di non condividere più l’indirizzo seguito dal Comune sulle principali trasformazioni della città e di aver individuato nel progetto civico guidato da Zanni una proposta più vicina alla propria visione di Bologna.

«Alle scorse elezioni abbiamo sostenuto Matteo Lepore – dichiara Alessandro Cabianca, segretario Socialisti in Movimento Bologna -, ma oggi non ci riconosciamo più nelle scelte che stanno trasformando Bologna. Notiamo che una parte importante della città non si sente più ascoltata. Nel valutare diverse opzioni civiche e abbiamo trovato in Alberto Zanni una figura coerente con i nostri valori e con la nostra idea di città».

Nel corso del confronto tra le due realtà è emersa una convergenza su diversi temi, tra cui mobilità, sicurezza urbana, tutela del ceto medio, commercio di vicinato, qualità della vita nei quartieri e rapporto tra cittadini e amministrazione.

«Molti bolognesi percepiscono una città sempre più difficile da vivere nella quotidianità – prosegue Cabianca -. Parliamo di viabilità, accessibilità del centro storico, sicurezza, cantieri permanenti, servizi e rapporto con i quartieri. Serve meno ideologia e più ascolto. Bologna possiede una storia amministrativa, sociale e culturale che non può essere ignorata. Esiste un modello bolognese costruito nel tempo, fondato sul pragmatismo, sull’equilibrio, sulla qualità della vita e sulla capacità di tenere insieme innovazione e buon senso. È da lì che bisogna ripartire».

Tra le richieste avanzate dal movimento figura anche l’abbandono del progetto della linea gialla del tram verso Rastignano.

«Non siamo contrari all’innovazione o alla sostenibilità – aggiunge Cabianca -. Al contrario, crediamo che Bologna debba continuare a innovare. Ma ogni scelta deve essere adattata alla realtà bolognese, alle sue caratteristiche urbanistiche, sociali ed economiche. Una città non può essere governata per imitazione. Chiediamo a Lepore di rinunciare alla linea gialla del tram che va a Rastignano. Dovrebbe fare una conferenza stampa e dire chiaramente che non ci saranno i lavori per il tram in via Murri e via Toscana perché il Comune di Bologna rinuncia alla linea gialla del tram».

L’assemblea dei Socialisti in Movimento prevista per luglio sarà chiamata a definire le modalità del sostegno al progetto civico Una Nuova Bologna e a valutare un’eventuale partecipazione organizzata al percorso elettorale.

Alberto Zanni ha accolto positivamente l’apertura del movimento, sottolineando la necessità di costruire le scelte amministrative partendo dalle caratteristiche della città.

«Il confronto con Alessandro Cabianca e con i Socialisti in Movimento è stato estremamente proficuo e ricco di contenuti – dichiara Alberto Zanni -. Bologna non è una città qualsiasi. Ha una storia millenaria, un’identità forte e caratteristiche che la rendono unica. Ben vengano le esperienze positive che arrivano dall’Europa, ma ogni scelta deve essere adattata alla realtà bolognese. Non possiamo limitarci a copiare modelli pensati per contesti completamente diversi dal nostro».

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