Si consolida a Bologna una frattura interna nell’area ambientalista che porta alla nascita di due gruppi distinti all’interno di Europa Verde e alle dimissioni del consigliere comunale Davide Celli e della co-portavoce della federazione metropolitana Monia Vincenzi. La divisione si inserisce in un quadro politico segnato dal rapporto conflittuale con il sindaco Matteo Lepore, indicato come elemento centrale nella ridefinizione degli equilibri locali.
La separazione tra le due componenti si sarebbe sviluppata nel tempo attraverso cambiamenti organizzativi e diverse visioni sulla gestione interna e sulle alleanze cittadine. Da una parte un’area storica e critica verso la giunta comunale, dall’altra una componente più recente orientata al sostegno dell’amministrazione.
Alla base della rottura ci sono divergenze politiche sulla gestione delle politiche ambientali del Comune, con riferimenti a diversi dossier amministrativi, tra cui i casi Besta-Don Bosco e il Museo dei bambini. Questioni che, secondo quanto emerge, avrebbero progressivamente ampliato le distanze tra una parte degli esponenti ambientalisti e il resto della coalizione.
Nel quadro politico resta però la linea nazionale del partito guidato da Angelo Bonelli, che confermerebbe il sostegno alla ricandidatura del sindaco Lepore alle prossime elezioni comunali. Una posizione che si discosta dal percorso intrapreso da Celli e da Danny Labriola, orientati invece verso la costruzione di un progetto politico alternativo.
Lo strano caso
Come riportato dal Corriere di Bologna, lo scorso dicembre sarebbe stato segnalato un aumento anomalo nelle adesioni alla campagna tesseramenti, con un numero significativo di iscrizioni dell’ultimo minuto, soprattutto da aree vicine a Coalizione civica. Successivamente, la federazione regionale aveva annunciato la formazione di una lista a sostegno del sindaco Lepore, scelta dalla quale Celli, Labriola e Vincenzi si sono poi distaccati.
Le reazioni politiche
Sulla vicenda è intervenuto l’ex consigliere M5s, Giovanni Favia (sceso di nuovo in campo con un gruppo civico “Uniti per Bologna”) che attacca Lepore:«Il sindaco non aveva digerito la scelta dei Verdi di Bologna di rompere con la sua maggioranza, Ma lui non ama essere lasciato e se non può comprarti cerca in ogni modo di farti fuori. Così con l’appoggio romano hanno fatto un’operazione sporca: piccola modifica allo statuto, iscrizioni fittizie tutte online all’ultimo giorno di tesseramento, in piena notte e il gioco è fatto. Oggi a Bologna esistono due gruppi dei Verdi. Uno provinciale, storico, compatto contro Lepore e conosciuto. Uno comunale, costruito a tavolino, sconosciuto e “fantasma”. Quello fantasma delegittimerà il provinciale e appoggerà il sindaco. Tutta questa storia folle é potuta avvenire perché Bonelli ha cambiato lo statuto. Non si sporcano più le mani con le espulsioni o con dei commissari».
Alla vicenda si aggiunge anche la posizione del capogruppo della Lega a Bologna, Matteo Di Benedetto, che interviene con parole di sostegno a Celli: «Solidarietà all’amico Davide Celli. In questi anni ci ha insegnato tanto sulla materia ambientale, provando in ogni modo a correggere il tiro sulle storture e gli errori dell’amministrazione comunale di Bologna». Nel suo intervento Di Benedetto afferma che «la sinistra bolognese, invece che imparare e migliorare le scelte amministrative, per il bene della città, dell’ambiente e della biodiversità, ha deciso di provare a cancellarlo con operazioni di tessere, non con il confronto sul contenuto», parlando di una fase di difficoltà politica.
foto: collage di due foto pubbliche sui social

