Le violenze e la guerriglia urbana scoppiate nel centro di Bologna durante la manifestazione organizzata dopo la morte di Abderrahim Fakir continuano ad alimentare lo scontro politico. Dopo gli scontri, i danneggiamenti e il ferimento di alcuni agenti di polizia, Matteo Di Benedetto (Lega), Elena Ugolini, presidente del gruppo assembleare Rete Civica e Forza Italia Giovani Bologna hanno diffuso tre distinti comunicati nei quali puntano il dito contro il sindaco Matteo Lepore, accusandolo di aver contribuito ad alimentare un clima di forte tensione e chiedendo un’assunzione di responsabilità politica.
Di Benedetto: «Lepore si dimetta»
Il consigliere comunale della Lega Matteo Di Benedetto sostiene che la decisione del sindaco di convocare una manifestazione il giorno successivo ai fatti del Pilastro, mentre la Procura aveva già avviato gli accertamenti, abbia rappresentato un grave errore politico.
Nel comunicato afferma che la scelta di promuovere una piazza per chiedere “verità e giustizia”, utilizzando anche i canali istituzionali del Comune, avrebbe contribuito ad alimentare la contrapposizione nei confronti delle forze dell’ordine.
Di Benedetto riferisce, inoltre, di aver assistito personalmente durante il corteo a cori contro la polizia, episodi di violenza e devastazioni nel centro cittadino. Per questo annuncia che chiederà formalmente le dimissioni del sindaco e porterà la vicenda all’attenzione delle autorità. «Se il sindaco Lepore non aveva previsto le possibili conseguenze di una simile scelta, dimostra di non avere la capacità di valutazione richiesta a chi amministra una città. Se invece quel rischio era prevedibile, la sua responsabilità politica è ancora più grave», conclude Di Benedetto.
Elena Ugolini: «Ha preferito i riflettori»
Anche Elena Ugolini attribuisce responsabilità politiche al primo cittadino per quanto avvenuto dopo la manifestazione. Nel suo intervento sottolinea la gravità degli episodi registrati nel centro cittadino, ricordando auto incendiate, motocicli distrutti, negozi danneggiati e violenze, ed esprime un ringraziamento alle forze dell’ordine per aver gestito una situazione definita molto critica.
Secondo Ugolini, dopo la morte di Fakir il sindaco avrebbe dovuto invitare la città alla calma e ribadire la fiducia nel lavoro della magistratura, anziché convocare una manifestazione prima che fossero conclusi gli accertamenti giudiziari. Il sindaco dovrebbe «interrogarsi sulla propria capacità di continuare a svolgere questo ruolo e valutare le conseguenze politiche del proprio operato».
Forza Italia Giovani Bologna: «La solidarietà non si esprime con la violenza»
Sulla vicenda interviene anche Forza Italia Giovani Bologna, che condanna gli episodi avvenuti durante la manifestazione organizzata per la morte di Fakir. Nel comunicato il movimento giovanile parla di immagini di violenza, cita il caso dell’auto incendiata durante gli scontri e ribadisce che il diritto di manifestare non può trasformarsi in danneggiamenti e violenze.
Forza Italia Giovani esprime inoltre solidarietà alle forze dell’ordine e chiede una maggiore tutela per residenti e commercianti. Il comunicato si conclude con l’auspicio che le istituzioni contribuiscano ad abbassare il livello dello scontro politico, «al contrario di ciò che è stato fatto ieri, per evitare di incitare le folle contro un’intera categoria di lavoratori e servitori dello Stato».

