Un’ispezione dei Carabinieri e del Nucleo Ispettorato del Lavoro in un cantiere del tram di Bologna tra piazza dell’Unità, via Matteotti e via Corticella avrebbe fatto emergere irregolarità e la presenza di lavoratori in nero. Dopo il controllo delle forze dell’ordine, l’europarlamentare Anna Maria Cisint ha annunciato la presentazione di un’interrogazione alla Commissione europea.
L’intervento dell’Arma riguarda uno dei cantieri legati alla realizzazione del sistema tranviario cittadino, opera finanziata anche con fondi europei. Proprio per questo, secondo Cisint, è necessario chiarire rapidamente quanto emerso durante l’ispezione. «È necessario verificare immediatamente la piena regolarità dei lavori. Non si può correre il rischio di perdere risorse dell’Unione Europea a causa di irregolarità negli appalti o nella gestione dei cantieri. Sarebbe gravissimo scaricare poi sui cittadini i costi di eventuali errori. Allo stesso tempo non è accettabile che in opere finanziate con soldi pubblici non vengano rispettati i diritti dei lavoratori o si ricorra al lavoro nero», dichiara l’europarlamentare.
Sulla vicenda interviene anche il consigliere della Lega Matteo Di Benedetto, che chiede controlli più ampi sugli appalti collegati alla costruzione del tram. «Chiediamo all’amministrazione comunale controlli strutturali su tutti gli appalti collegati alla realizzazione del tram. Bologna non può permettersi di mettere a rischio fondi europei che, se persi, finirebbero per ricadere direttamente sulle tasche dei bolognesi. Già oggi il Comune ha deciso di tagliare il collegamento fino al Pilastro, con costi economici per circa 15 milioni di euro che dovranno essere coperti dai cittadini e costi sociali scaricati sui cittadini del Pilastro. Sarebbe inaccettabile rischiare anche di dover restituire miliardi all’Unione Europea», afferma.
Secondo i due esponenti politici, su opere di questa portata servono controlli rigorosi e il rispetto delle regole nei cantieri. «Su opere di questa portata servono trasparenza totale, legalità nei cantieri e rispetto delle regole, la sinistra impari a rispettare la legge», concludono.
Bologna Città e Provincia Autonoma chiede chiarezza
Sulla vicenda interviene anche il segretario di Bologna Città e Provincia Autonoma, Simone Albertini, che chiede maggiore chiarezza sull’intera filiera degli appalti e dei subappalti collegati ai lavori del tram. Dopo l’ispezione delle forze dell’ordine, l’organizzazione ritiene che la questione non possa essere archiviata come un semplice controllo di routine, trattandosi di un’opera finanziata con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e quindi con risorse pubbliche europee.
Albertini chiede al Comune di Bologna e al soggetto attuatore dell’opera la pubblicazione dell’elenco completo delle imprese subappaltatrici coinvolte nei cantieri delle linee rossa e verde, l’indicazione dei ribassi applicati nei subappalti autorizzati e il numero di controlli effettuati prima dell’intervento dei Carabinieri. Tra le richieste anche la conferma dell’iscrizione delle imprese alle white list prefettizie e l’eventuale attivazione di protocolli antimafia, oltre a chiarimenti su eventuali sospensioni di pagamenti o penali applicate per irregolarità contrattuali o per violazioni delle norme sulla sicurezza.
«Non è una battaglia contro il tram. È una battaglia per la legalità, per la sicurezza dei lavoratori e per il rispetto dei cittadini che stanno sopportando mesi di disagi. Se tutto è regolare, non ci sarà alcun problema a pubblicare i dati. Se invece emergono criticità, è giusto che Bologna lo sappia. La trasparenza non è un favore: è un dovere», afferma Albertini.

