Un nuovo tracciato per il quadruplicamento ferroviario tra Bologna e la Romagna sarebbe comparso senza essere mai stato ufficializzato e senza che cittadini e comitati ne fossero informati. Il percorso, secondo quanto segnalato dal Coordinamento dei Comitati e dal consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica), modificherebbe in modo significativo quello presentato da RFI nella relazione conclusiva del dibattito pubblico del 25 luglio 2025.
L’ipotesi prevede la realizzazione di un viadotto sopraelevato su piloni in cemento in affiancamento alla linea ferroviaria storica fino a Toscanella. Da qui il tracciato devierebbe verso l’autostrada A14, superandola all’altezza di Imola-Correcchio per poi proseguire a nord dell’arteria verso San Prospero fino a raggiungere Solarolo.
Secondo quanto riferito, la variante sarebbe stata ipotizzata per evitare le vasche di espansione di Castel Guelfo. Restano però interrogativi su come verrebbero affrontate criticità simili in altre aree interessate dal possibile tracciato.
Il tema della trasparenza riguarda anche il percorso istituzionale del progetto. Il 1° dicembre 2025 si è svolto il primo tavolo interistituzionale dedicato alla questione, che è rimasto però l’unico incontro pubblico. In seguito, spiegano i comitati, analisi e valutazioni sarebbero proseguite con incontri riservati tra amministrazioni e tavoli tecnici.
Nel corso degli ultimi due anni, aggiunge il Coordinamento dei Comitati, sarebbero stati ipotizzati circa una dozzina di percorsi diversi per il quadruplicamento ferroviario, senza che siano state rese pubbliche verifiche ambientali o analisi costi-benefici.
Il progetto, nelle dimensioni ipotizzate, comporterebbe un cantiere lungo circa 40 chilometri e largo 300 metri. Il costo stimato è di 3,6 miliardi di euro, pari a circa 100 milioni di euro per chilometro. Secondo i comitati si tratterebbe di un’infrastruttura paragonabile a una seconda autostrada a due corsie accanto a quella esistente, senza interconnessioni.
Nel dibattito viene richiamata anche la possibilità di soluzioni tecnologiche alternative. Tra queste il sistema ERTMS (European Rail Traffic Management System), sostenuto dall’Unione Europea e in fase di implementazione nelle reti ferroviarie nazionali, compresa quella gestita da RFI. Il completamento è previsto entro il 2031 e, secondo i comitati, consentirebbe un aumento della capacità ferroviaria senza consumo di suolo.
Il quadruplicamento fisico della linea, invece, potrebbe essere completato solo intorno al 2050.
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale Marco Mastacchi, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale segnalando la comparsa di tracciati non ufficializzati e chiedendo chiarimenti sul percorso decisionale.
Il Coordinamento dei Comitati chiede l’apertura immediata di un confronto con i cittadini, l’audizione di ingegneri ferroviari indipendenti autori di un documento tecnico alternativo e la considerazione della nuova petizione sul progetto, che ha già raccolto 1.500 firme.
Nel dibattito viene infine richiamato anche l’intervento del presidente del Tar Emilia-Romagna, Paolo Carpentieri, che nei giorni scorsi, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha invitato a prestare maggiore attenzione al ruolo dei comitati nell’accesso alla giustizia amministrativa.

