L’Emilia-Romagna ha una legge sugli affitti brevi. L’Assemblea legislativa regionale ha approvato il provvedimento che introduce la nuova destinazione d’uso urbanistica denominata “locazione breve”, alla quale dovranno adeguarsi tutte le unità immobiliari utilizzate per questo tipo di affitto.
La norma attribuisce ai Comuni il potere di intervenire nelle aree considerate più sensibili, prevedendo la possibilità di limitare la percentuale di locazioni brevi e di vietare frazionamenti o demolizioni di immobili finalizzati alla creazione di nuovi alloggi destinati a questo uso. Un impianto che punta a rafforzare il ruolo delle amministrazioni locali nella gestione del fenomeno.
La legge è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza di centrosinistra, mentre l’opposizione ha votato contro, manifestando il proprio dissenso sia nel corso del dibattito in Aula sia attraverso la presentazione di 36 emendamenti.
Tra le voci critiche c’è quella di Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Bologna, che ha espresso una netta contrarietà al provvedimento: «La legge regionale sugli affitti brevi voluta dalla sinistra è l’ennesimo provvedimento ideologico che non risolve l’emergenza abitativa e danneggia l’economia del territorio. La casa non si governa con divieti e slogan, ma con una seria pianificazione urbanistica comunale. È necessario mettere mano al Pug, non aggredire i beni dei privati».
Con l’approvazione della legge, si apre ora una nuova fase nella regolamentazione degli affitti brevi in Emilia-Romagna, con effetti che saranno definiti anche dalle scelte dei singoli Comuni.

