Regole sulle locazioni brevi annullate, il Consiglio di Stato sconfessa il Comune di Bologna

Il Consiglio di Stato ha annullato le regole introdotte dal Comune di Bologna sulle locazioni brevi, dichiarando illegittime sia la nuova categoria urbanistica B3 sia l’obbligo di una superficie minima di 50 metri quadrati per gli alloggi nel centro storico. La sentenza, pubblicata il 29 dicembre 2025, cancella l’intero impianto regolatorio approvato dall’amministrazione comunale. A sottolinearlo è Confabitare Bologna, l’associazione che tutela i proprietari immobiliari del capoluogo emiliano che fa sapere che i giudici hanno ritenuto decisivo un vizio procedurale.

Le modifiche contestate sono state inserite solo nella fase finale del procedimento, senza una nuova pubblicazione e senza consentire ai soggetti interessati di intervenire. Una violazione delle garanzie di partecipazione previste dalla legge regionale che rende le norme illegittime e come se non fossero mai entrate in vigore. Con l’annullamento della disciplina decadono anche i provvedimenti con cui il Comune aveva dichiarato inefficaci le SCIA presentate dai proprietari.

«Questa sentenza certifica un problema grave che denunciamo da tempo», commenta Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare. «Il Comune ha costruito un racconto pubblico fondato sulla partecipazione e sul coinvolgimento, ma quando si è trattato di assumere decisioni concrete ha bypassato il confronto con i proprietari e le scelte adottate si sono rivelate sbagliate». Secondo Zanni, l’amministrazione avrebbe minimizzato la portata della decisione, mentre il Consiglio di Stato ha annullato l’intero impianto regolatorio.

La sentenza chiarisce, inoltre, che non si è trattato di semplici correzioni tecniche. Le scelte adottate, secondo i giudici, hanno avuto un impatto economico e sociale rilevante, incidendo su un segmento di mercato e sul patrimonio immobiliare di migliaia di famiglie. Con il venir meno delle norme contestate, torna ora possibile presentare richieste di avvio dell’attività di locazione breve facendo riferimento alle regole precedenti.

Alla luce della sentenza, l’associazione dei proprietari immobiliari ha attivato uno sportello di assistenza a Bologna e mette a disposizione gratuitamente i propri legali per supportare i proprietari danneggiati. L’assistenza riguarda sia le richieste di rimborso delle spese sostenute per pratiche urbanistiche, diritti comunali e parcelle professionali, sia le azioni risarcitorie per il mancato reddito di chi non ha potuto avviare l’attività. Confabitare sta inoltre lavorando a un’azione collettiva per riunire i proprietari coinvolti e chiedere il risarcimento dei danni subiti.

«Quando un’amministrazione prende decisioni illegittime sulla pelle delle famiglie, deve assumersene la responsabilità fino in fondo», conclude Zanni, annunciando la richiesta di un incontro con il Comune per affrontare il tema alla luce della pronuncia del Consiglio di Stato e aprire un confronto finora mancato.

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