Per molti studenti e studentesse il recente stanziamento da parte dell’Università di Bologna di 2,5 milioni di euro per sostenere chi non ha ricevuto la borsa da ER.GO (Azienda regionale per il Diritto agli Studi dell’Emilia-Romagna (Er.Go)) per insufficienza di fondi, potrebbe essere una manna dal cielo, mentre per altri solo un mero palliativo. Stiamo parlando di almeno un centinaio di ragazzi e ragazze che provengono dall’Iran, e che studiano a Bologna, a cui l’aggiunta del fondo straordinario per coprire un buco dovuto ai tagli dei fondi non bastano: molti universitari iraniano restano comunque in difficoltà perché non possono contare sull’aiuto economico delle proprie famiglie e, a causa della situazione internazionale e delle difficoltà nei trasferimenti di denaro, si trovano in una condizione di grande precarietà. Non possono ovviamente nemmeno rientrare nel proprio Paese per ragioni di sicurezza legate al conflitto in corso.

Non è trascurabile inoltre, inoltre, il fatto che il Rial (la moneta iraniana) abbia subìto una significativa svalutazione, comportando un aumento dell’importo delle borse di studio calcolato ai fini dell’ISEE nelle graduatorie ER.GO.

Giovani ragazze e ragazzi iraniani si sono appellati alla Regione, a Er.go stesso e all’Università di Bologna per chiedere una soluzione applicabile al più presto che possa garantire continuità e sicurezza a chi si trova lontano da casa, in contesti instabili, confidando nelle istituzioni italiane per proseguire dignitosamente il proprio percorso accademico.

Attratti dai corsi internazionali e dalla rinomata fama dellì Università di Bologna, molti ragazzi scelgono proprio il capoluogo emiliano come sede per i propri studi. Per anni hanno potuto contare sulle borse amministrate da ER.GO che, in base all’ISEE e al merito, garantiscono a tanti ragazzi un diritto allo studio in ambienti nuovi e, per alcuni, lontano da spazi poco sicuri.

Con la riforma per il diritto allo studio collegata al PNRR la soglia dei soggetti idonei al supporto economico durante gli studi universitari è aumentata. Tuttavia, i fondi non sono stati al passo. Tagli al fondo integrativo statale con la nuova legge di bilancio hanno lasciato molte Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna (che conta un vasto numero di studenti e dunque una larga scala di idonei al bando) in difficoltà nella distribuzione delle risorse, lasciando senza fondi almeno il 3% degli studenti idonei.

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