La partita più importante, a Bologna, non è quella che dovrebbe giocarsi sul parquet del PalaDozza. È quella giocata dal sindaco Matteo Lepore (al momento in netto svantaggio) sul terreno politico. Di fronte allo scontro con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla scelta di far svolgere o no la sfida di Eurolega di basket Virtus–Maccabi Tel Aviv per i possibili disordini annunciati dai collettivi “Pro Pal”, è evidente che la palla ormai non è più nelle mani del primo cittadino.
Piantedosi ha scelto la linea dura: la partita si deve giocare. Non farla disputare, o spostarla all’Unipol Arena come chiede il sindaco, significherebbe — secondo il ministro — concedere una vittoria simbolica ai collettivi che minacciano disordini. I gruppi “Pro Pal”, come oggi vengono definiti, diventerebbero i veri arbitri della vita pubblica bolognese. Un precedente pericoloso, dice il Viminale, che andrebbe evitato.
Dall’altra parte c’è Lepore, stretto nella morsa delle sue indecisioni. È lui ad aver aperto il fronte chiedendo che il match venga spostato «in altro luogo e in altra data» perché «non ci sono le condizioni di ordine pubblico». Una richiesta che, di fatto, consegna nelle mani del governo la scelta finale. Una scelta che, però, Piantedosi non solo ha già fatto, ma ha rilanciato pubblicamente: «La partita per noi si fa. Non sono gruppi che minacciano con la violenza a dettare l’agenda di una città. Il sindaco potrebbe anche vietarla, non è privo di poteri». Un assist politico clamoroso, che però il sindaco al momento non sembra in grado di raccogliere.
La domanda, allora, è inevitabile: di cosa ha paura Lepore? Delle proteste? Dei soldi che l’amministrazione deve uscire per garantire sicurezza? O — più imbarazzante ancora — di scontentare la Virtus annullando un match europeo fondamentale? Perché vuole che sia il governo ad annullare la partita quando potrebbe farlo lui?
Il sindaco ha uno strumento chiarissimo: un’ordinanza urgente di sicurezza urbana. Potrebbe firmarla oggi stesso e sospendere l’evento. Perché non lo fa? Non per inesperienza: appena l’estate scorsa non ha esitato a firmare un’ordinanza urgente per comprare con soldi pubblici piccoli alberelli usando il Fondo per la riparazione e l’adattamento climatico. Per una partita che scuote l’ordine pubblico, invece, no? Perché?
La sensazione diffusa è che Lepore stia giocando la partita più vecchia della politica: evitare la responsabilità. Se ci saranno disordini, potrà dire che gli altri non hanno fatto nulla per evitarli. Se la situazione resterà sotto controllo, potrà sostenere di aver sollevato il problema. In entrambi i casi, senza esporsi davvero.

