Bologna conferma i 5 bikesmile di ComuniCiclabili, il riconoscimento assegnato da FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – ai Comuni valutati positivamente sulla base dei criteri del progetto. Il premio è arrivato durante Velo-city 2026, il grande evento internazionale dedicato alla bicicletta e alla mobilità sostenibile.

Secondo FIAB, il massimo punteggio ottenuto da Bologna rappresenta una conferma del percorso avviato con il progetto Bologna Città 30, gli interventi sulla sicurezza stradale e le politiche dedicate alla mobilità attiva.

A questo punto si apre una riflessione sul rapporto tra associazioni, istituzioni e soggetti che operano nel settore della ciclabilità: gli stessi ambienti che promuovono questo modello urbano sono spesso anche protagonisti del suo racconto pubblico.

ComuniCiclabili, FIAB e i 5 bikesmile a Bologna

ComuniCiclabili è il progetto con cui FIAB valuta le politiche dei territori italiani sulla mobilità in bicicletta. La federazione assegna i cosiddetti bikesmile ai Comuni sulla base delle azioni intraprese per favorire gli spostamenti ciclabili.

Bologna viene quindi premiata con 5 bikesmile durante Velo-city 2026, appuntamento internazionale che riunisce amministratori, esperti e associazioni impegnate nella trasformazione urbana attraverso la bicicletta. Un contesto nel quale il mondo della ciclabilità si ritrova per confrontare esperienze, promuovere buone pratiche e valorizzare i modelli considerati più avanzati.

La Velostazione Dynamo e il legame con Salvaiciclisti Bologna

Tra le tappe della visita tecnica organizzata per gli ospiti internazionali di Velo-city c’è stata la Velostazione Dynamo di Bologna: una struttura che nasce da un progetto sviluppato da Salvaiciclisti Bologna, associazione attiva nella promozione della mobilità ciclabile in città. Tra i fondatori e le fondatrici di Salvaciclisti Bologna c’è Simona Larghetti, oggi consigliera delegata della Città metropolitana di Bologna con deleghe alla mobilità sostenibile e al trasporto pubblico locale integrato.

Il quadro che emerge è quello di una forte continuità tra questi soggetti: il premio FIAB arriva mentre Velo-city racconta Bologna agli esperti internazionali e include come tappa simbolica, la Velostazione Dynamo, nata da un progetto di Salvaiciclisti Bologna, e realizzata attraverso un percorso istituzionale che ha coinvolto il Comune di Bologna, proprietario degli spazi, e risorse pubbliche per gli interventi.

Inoltre, dall’anno scorso, la Velostazione ha riaperto con il progetto ExDynamo: Il Comune di Bologna ha concluso una riqualificazione degli spazi finanziata con risorse pubbliche e successivamente lo spazio è stato nuovamente affidato, tramite avviso pubblico, a un raggruppamento con capofila ancora Salvaiciclisti Bologna.

Il dibattito critico

Da tutta questa storia nasce un dato politico: i soggetti che promuovono la mobilità ciclabile, quelli che contribuiscono al suo racconto pubblico e quelli che ne valorizzano i risultati si muovono spesso all’interno dello stesso ecosistema.

Per i sostenitori si tratta di una collaborazione naturale tra istituzioni, associazioni e società civile. Per i critici il rischio è quello di un circuito autoreferenziale nel quale chi promuove un modello urbano finisce anche per celebrarne i risultati.

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