La proposta di Coalizione Civica di consentire il passaggio delle biciclette sotto i portici del centro storico di Bologna sembra, a prima vista, una scelta a favore della mobilità sostenibile. Ma guardandola più da vicino, solleva questioni importanti sul modo in cui questa amministrazione, guidata da Matteo Lepore, interpreta la rappresentanza cittadina.
Privilegiare le biciclette sotto i portici significa dare priorità a una parte della cittadinanza – quella che usa la bici – e, di fatto, ignorare chi non la usa. Migliaia di bolognesi si muovono a piedi, in auto, con mezzi pubblici o semplicemente scelgono di attraversare il centro in sicurezza senza essere disturbati da ciclisti. La proposta appare dunque discriminatoria, perché organizza lo spazio pubblico a vantaggio di alcuni e a svantaggio di altri, senza trovare un equilibrio.
Nella pratica?
C’è poi un problema pratico evidente: come si concilia il passaggio continuo delle biciclette con quello dei pedoni? I portici sono già luoghi di passaggio intenso, affollati e spesso stretti. Trasformarli in piste ciclabili significa aumentare i rischi di incidenti, conflitti e disagi per chi cammina, senza considerare le esigenze di commercianti, turisti e persone con mobilità ridotta.
Politica di parte
Questo episodio porta a una riflessione più ampia sul metodo di questa amministrazione. Troppe volte, le scelte sembrano privilegiare chi condivide l’ideologia dei proponenti e ignorare chi non la condivide. La politica del centro storico appare sempre più una politica di parte, che dimentica il principio fondamentale della rappresentanza: tutelare e contemperare gli interessi di tutti i cittadini, non solo di una fetta.
Se l’obiettivo è davvero rendere Bologna più vivibile, la soluzione non può essere imposta a senso unico. Bisogna ascoltare chi non pedala, chi attraversa i portici ogni giorno e chi vuole un centro storico sicuro, accessibile e inclusivo per tutti. Senza questo equilibrio, iniziative come quella di Coalizione Civica rischiano di apparire più come un favore a pochi che una strategia di interesse collettivo.
Arriva la negazione
Nel dibattito in aula e in un successivo comunicato stampa, però, coalizione Civica avrebbe corretto il tiro. Tuttavia, nel documento originario è proprio scritto: «Privilegiare e garantire un transito pedonale e ciclabile continuo e libero da ostacoli sotto i portici». Nonostante questa frase non libera a interpretazioni, Simona Larghetti sui social ha scritto: «Bici sotto i portici? No. Mai. Esiste una forza politica che farebbe una proposta del genere? No. Esiste però chi inventa polemiche per delegittimare chi lavora seriamente».




