Il Comune di Bologna finalmente dice qualcosa sul controverso «esperimento senza precedenti» contro il caldo in centro: gli alberelli sistemati dallo stesso Comune in piazza Nettuno e in altre aree cittadine – pensati per creare ombra durante i mesi più caldi. Lo fa perché questo famoso esperimento “emergenziale” non è piaciuto a tanti ma proprio tanti bolognesi che hanno puntato il dito contro due elementi: la dimensione ridotta delle piante (quindi pochissima ombra) e l’importo considerevole prelevato dal Fondo per la riparazione e l’adattamento climatico, pari a 128.840 euro.
A distanza di giorni è lo stesso Comune a dover dettagliare i costi (come minimo). Cosa che non aveva fatto. Secondo l’amministrazione, «l’acquisto vero e proprio delle piante costa la metà del totale, cioè 64.420 euro», mentre il resto è servito per coprire «allestimento, manodopera, trasporto, materiali ecc, e di irrigazione». Una specifica che arriva solo ora, nonostante la cifra – 128mila euro – fosse già stata comunicata fin dall’inizio senza dettagliare le spese. Perché questa spiegazione dettagliata arriva solo oggi, dopo giorni di critiche e malumori da parte dei bolognesi?
Il sindaco Matteo Lepore, intervenuto sull’argomento con alcune storie sui suoi canali social, ha dichiarato che «circolano molte cifre spesso non corrette». Tuttavia, a diffondere per primo l’importo complessivo era stato proprio il Comune, che fino a oggi non aveva mai chiarito come fosse suddivisa la spesa. Va inoltre sottolineato che Lepore ha scelto di parlare della questione solo attraverso le “storie”, contenuti effimeri che spariscono dopo 24 ore e – soprattutto – non consentono commenti pubblici. Una modalità comunicativa che sembra fatta apposta per evitare il confronto diretto con migliaia di cittadini in disaccordo.
La trasparenza è ancora a metà
L’amministrazione non ha ancora reso noto il nome dell’azienda fornitrice delle piante, né ha spiegato i criteri che hanno portato alla sua selezione, né le modalità con cui è stata affidata la fornitura. Un vuoto di comunicazione che alimenta la sensazione di opacità e poca chiarezza, soprattutto su un tema che riguarda la spesa pubblica.
Il numero delle piante installate – 160 tra alberi e arbusti – è più alto rispetto alle «circa 100» annunciate inizialmente dallo stesso Comune, ma anche questo dettaglio (l’effettivo numero degli alberelli) non era stato reso noto prima di ieri. Il Comune ha inoltre stimato che, se gli alberi fossero stati piantati direttamente nei giardini scolastici, il risparmio sarebbe stato compreso tra i 10 e i 15mila euro. Una cifra non trascurabile, specie in un’operazione già criticata per il suo rapporto costi-benefici. Ma il Comune minimizza questo potenziale risparmio.
Il problema però non è solo nei numeri, ma nella gestione della comunicazione. La mancanza di trasparenza – sull’azienda coinvolta, sui metodi di affidamento, sulla tempistica delle informazioni – rischia di minare la fiducia dei cittadini. A Bologna, la percezione è che spesso manchi la capacità da parte dell’amministrazione di riconoscere le proprie lacune e fare autocritica. Anche in questa vicenda, il sindaco sembra proprio non aver mostrato alcuna disponibilità a prendersi la responsabilità per le carenze comunicative o per le scelte operative non condivise.
Il Comune annuncia ora che il progetto verrà monitorato e che a settembre partirà un nuovo percorso partecipativo sul centro storico. Ma senza un vero cambio di rotta nel modo di dialogare con la cittadinanza, il rischio è che ogni albero piantato si trasformi in un simbolo di distanza istituzionale più che di ombra rinfrescante.
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