Giovanni Favia, ex consigliere (Movimento 5 stelle) prima del Comune di Bologna e poi della Regione Emilia-Romagna, ha lanciato sui social un duro attacco al sindaco di Bologna, Matteo Lepore (Pd) denunciando inefficienze personali e del suo partito, dimostrate da sentenze di Tribunale, Consiglio di Stato e Anticorruzione, nella gestione della città. Secondo Favia, il partito del sindaco controllerebbe diversi settori e tenderebbe a penalizzare chi non lo sostiene. «In città, provincia e regione il partito egemone ha monopolizzato qualsiasi cosa, controlla anche la bocciofila di quartiere. Non vi sfugge un appalto», scrive l’ex consigliere.
In pratica, Favia punta il dito contro Lepore con simili accuse che lo stesso sindaco ha mosso nei confronti della destra. «In questo momento o ti inginocchi di fronte a Fratelli d’Italia o in questo Paese subisci delle ritorsioni», ha dichiarato Lepore dal palco di una manifestazione dei sindacati della scuola organizzata contro il ridimensionamento.
«Ma con quale faccia hai il coraggio di fare affermazioni così surreali? Come fai a non provare vergogna? Oltre a non avere etica, hai grosse difficoltà tecniche a governare», scrive Favia. L’ex consigliere critica anche molte scelte amministrative e pratiche giudicate irregolari, tra cui un bando da 105 milioni apparentemente destinato a una sola azienda, limiti di velocità non previsti dal Codice della Strada e varianti urbanistiche da rifare. «Dopo il TAR, dopo il Consiglio di Stato ora é arrivata anche l’Autorità anti-corruzione a dirti che tu non sei un sovrano, che la cosa pubblica non è il partito e che le leggi si rispettano», aggiunge Favia nel post dove ha chiesto ai lettori se sono interessati a partecipare attivamente, paventando un possibile ritorno in politica: «La prima sfida sarà quella di organizzarsi, ma non ci deve spaventare. Anche 15 anni fa partimmo da zero», conclude Favia.
foto: pubblica su Facebook

