Blitz dei centri sociali nel supermercato Pam, la Lega chiede uno stop alla convenzione con Ya Basta

Venerdì scorso attivisti del centro sociale Tpo che fanno parte dell’associazione Ya Basta hanno manifestato all’interno del supermercato Pam per «chiedere una redistribuzione del cibo e della ricchezza». Alla Lega il gesto non è piaciuto.

«Stop alla convenzione del Comune di Bologna con Ya Basta». È quello che chiede la Lega di Bologna dopo il blitz degli attivisti delle Brigate del mutuo soccorso, che fanno capo all’associazione Ya Basta e che operano all’interno dei locali del centro sociale TPO, i quali venerdì scorso sono entrati nel supermercato Pam di via Zanardi con indosso delle tute bianche, hanno riempito due carrelli con prodotti alimentari e li hanno lasciati fuori dalle casse. Un gesto di ribellione per «chiedere una redistribuzione del cibo e della ricchezza che i magazzini della grande distribuzione (come Pam) producono».  

Per la Lega di Bologna, però, è stata solo una «messa in scena». «In un momento di grave difficoltà per tutti i cittadini non è accettabile chiudere gli occhi su azioni aggressive e illegali come quelle messe in atto dagli attivisti», dichiara il consigliere comunale Lega Salvini premier, Umberto Bosco, che per questo gesto chiede di revocare la convenzione con l’associazione Ya Basta la quale ha partecipato al “blitz” nel supermercato. 

Secondo la Lega, il Comune di Bologna potrebbe scegliere di utilizzare i soldi pubblici per politiche di sostegno all’occupazione, «invece di devolverli a favore di associazioni che non se li meritano e che mettono in atto azioni illegali», dice Bosco. Il consigliere salviniano sostiene che «il nobile intento della colletta alimentare non può giustificare la sottrazione di beni alimentari contro il volere della proprietà». 

Tuttavia, Bosco, ha trovato una scusa (servita su un piatto d’argento) per colpire un’associazione, Ya Basta Bologna, convenzionata con il Comune di Bologna perché realizza «attività per la promozione dei diritti di cittadinanza dei migranti e contro i dispositivi di esclusione e di criminalizzazione dei cittadini stranieri».

 

foto: di Michele Lapini dalla pagina Facebook Ya Basta Bologna

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