L’appoggio di Matteo Renzi alla candidatura di Matteo Lepore (per una seconda volta) per le elezioni comunali di Bologna del 2027 lascia senza rappresentanza una parte dell’elettorato moderato e riformista e riaccende le critiche sul funzionamento dei partiti. A sostenerlo sono Daniele Aiello, responsabile nazionale organizzazione Forza Italia Giovani (FIG) e Giovanni Favia, ex consigliere comunale del Movimento 5 stelle oggi impegnato con la lista civica “Uniti per Bologna”.
«La decisione di Matteo Renzi di sostenere la candidatura di Matteo Lepore a sindaco di Bologna nel 2027 rappresenta un passaggio politico che rischia di lasciare senza rappresentanza una larga fascia di elettorato moderato e riformista, che non si riconosce in una visione ideologica della città né nelle scelte amministrative compiute in questi anni», dichiara Aiello..
Secondo il dirigente FIG, l’intesa tra Renzi e Lepore riduce ulteriormente lo spazio per una proposta alternativa. «L’appoggio di Renzi a Lepore – aggiunge – sancisce una convergenza che, di fatto, restringe ulteriormente gli spazi per un’alternativa riformista autonoma. È proprio in questo contesto che il centrodestra deve dimostrare maturità e visione, aprendosi a tutti quei cittadini moderati che oggi non si sentono rappresentati da questa alleanza».
Sul piano politico interviene anche Giovanni Favia, che concentra le sue critiche sull’evoluzione dei partiti e sugli equilibri interni. «Oggi la politica è sparita, i partiti non esistono più: sono piccoli comitati d’affari. Se il segretario del Pd cittadino è anche un dipendente del sindaco, che contrappeso ci potrà mai essere?
Ad ogni soggetto utile o da neutralizzare viene data una nomina, tanto c’è tutta la mangiatoia pubblica. Partecipate, enti, istituti, fondazioni, cooperative, chi più ne ha più ne metta. Tutti si comprano perché tutti sono moralmente in vendita in questo sistema corrotto. E quindi non c’è da stupirsi se Italia Viva sostiene Lepore o se il Pd non é più in grado di avere una discussione critica verso il sindaco che ha fatto eleggere. Il segretario regionale di Italia Viva e il segretario cittadino del Pd sono suoi dipendenti in Città Metropolitana. Serve altro?».

