Sciopero di tre ore nel pomeriggio di oggi 29 aprile al Burger King e al Bar Scambio di Bologna, con presidio davanti ai locali per denunciare condizioni di lavoro ritenute insostenibili. La mobilitazione è stata proclamata da Filcams CGIL Bologna, Fisascat CISL AMB e Uiltucs Emilia Romagna e riguarda le lavoratrici e i lavoratori impiegati nei due esercizi, entrambi appartenenti all’azienda Cigar SPA.
Alla base della protesta, spiegano le organizzazioni sindacali, ci sono mesi di segnalazioni e confronti che non hanno portato a risultati concreti. «Non è una decisione presa a cuor leggero: è la risposta inevitabile a una direzione aziendale che ha scelto di ignorare i propri lavoratori e i propri obblighi contrattuali. Ci sono situazioni in cui il silenzio diventa complicità. Questo non è uno di quei momenti. Le lavoratrici e i lavoratori meritano rispetto, dignità e il riconoscimento di diritti che sono scritti nero su bianco nel CCNL Pubblici Esercizi e che l’azienda sistematicamente calpesta.» affermano i sindacati territoriali.
Secondo quanto denunciato, nei locali di piazza Medaglie d’Oro la situazione avrebbe raggiunto livelli non più sostenibili. Tra le criticità segnalate ci sono ritardi nel pagamento degli stipendi, che costringerebbero i lavoratori a convivere con un’incertezza economica costante, nonostante il rispetto dei turni e dei ritmi di lavoro.
I sindacati contestano anche l’utilizzo della flessibilità contrattuale, ritenuta impropria e trasformata in uno strumento di pressione. «La flessibilità è uno strumento contrattuale con regole precise. Qui è diventata uno strumento di pressione. L’azienda la usa in modo distorto e continuativo, scaricando sui lavoratori l’intera variabilità organizzativa.»
A questo si aggiunge la gestione degli orari, comunicati spesso all’ultimo momento, rendendo difficile qualsiasi pianificazione personale. Critiche anche sulla gestione di ferie e permessi, che secondo le organizzazioni sindacali verrebbero negati, ignorati o modificati unilateralmente.
Lo sciopero è previsto tra le 16:30 e le 19:30, con un presidio davanti ai due esercizi, per chiedere il rispetto delle condizioni contrattuali e maggiori garanzie per il personale.

