Scontro tra Lepore e Meloni, ecco cosa è successo

La polemica tra il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha raggiunto un nuovo picco di tensione. Proprio ieri Lepore ha pubblicato sui social una lettera aperta rivolta alla premier, sottolineando la necessità di mantenere collaborazione istituzionale tra il governo e le amministrazioni locali, in particolare per le questioni legate all’alluvione che ha colpito il territorio. «La mia faccia è sempre la stessa e guarda verso i cittadini di Bologna» ha esordito Lepore, chiarendo che il suo appello a collaborare per le conseguenze dell’alluvione non implica un’adesione cieca al governo. Su questo ultimo punto Lepore fa un riferimento alla gestione dell’ordine pubblico delle due manifestazioni di sabato scorso.

Lepore ha anche negato categoricamente di aver accusato la Meloni di essere una “picchiatrice fascista”, respingendo le interpretazioni secondo cui il sindaco avrebbe rivolto tale epiteto alla presidente del Consiglio. «Ho chiesto spiegazioni sulla gestione dell’ordine pubblico di sabato scorso e conto di 300 militanti di estrema destra e filo-fascisti a Bologna», ha precisato Lepore, facendo riferimento agli scontri recenti avvenuti durante le manifestazioni, patrioti e Casapound da un lato e antifascisti dall’altro – con in mezzo la polizia, e all’incontro della destra tenutosi in città.

Il comizio del centrodestra e l’attacco di Meloni

Il centrodestra ha scelto proprio Bologna per chiudere la campagna elettorale della candidata Elena Ugolini. Alla manifestazione, tenutasi presso il Savoia Regency, un’area decentrata della città, erano presenti Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato in videocollegamento da Roma a causa di un incontro con i sindacati sulla manovra economica.

Durante il suo intervento, ha accusato il sindaco di aver diffuso false dichiarazioni e di voler strumentalizzare politicamente i recenti disordini. «Ho letto il sindaco di Bologna che diceva che il governo ha mandato le camicie nere a Bologna: è la carta della disperazione», ha affermato la premier, riferendosi alle accuse della sinistra di aver permesso un’infiltrazione di estremisti di destra nella città. «Non so a quali camicie nere si riferisse: le uniche che ho visto sono quelle blu dei poliziotti aggrediti dai centri sociali», ha aggiunto Meloni, sottolineando l’importanza di sostenere le forze dell’ordine contro le violenze.

Reazioni di Salvini e Tajani: pieno sostegno alla linea della Meloni

I toni della premier hanno trovato un sostegno corale tra i vertici della coalizione di governo. Matteo Salvini ha espresso gratitudine verso la polizia, ringraziando in particolare il Reparto Mobile di Bologna per il coraggio dimostrato nel gestire la manifestazione, che ha definito come un attacco violento da parte di “300 criminali rossi”.

Anche Antonio Tajani si è allineato alle dichiarazioni di Meloni, ribadendo che “non possono spadroneggiare i violenti” e condannando con fermezza le aggressioni alla polizia. “Non possono accadere cose come quelle che sono accadute, anche col sostegno di un’amministrazione che non ha raccontato la verità,” ha concluso il ministro, riferendosi alle posizioni critiche espresse da Lepore sulla gestione dell’ordine pubblico in città. Tajani ha inoltre sottolineato l’importanza della verità istituzionale per evitare di fomentare divisioni interne.

In risposta alle accuse: la replica di Lepore e la posizione del centrosinistra

Di fronte agli attacchi ricevuti, Lepore ha risposto ribadendo la propria posizione. Ha sostenuto che l’intervento della premier e dei leader di centrodestra abbia esacerbato le tensioni con dichiarazioni strumentali, accusando il governo di aver utilizzato gli scontri come leva politica in piena campagna elettorale. «È entrata in questa vicenda una strumentalizzazione politica enorme perché metà del governo è intervenuto su questa questione» ha affermato Lepore, evidenziando come le dichiarazioni siano arrivate immediatamente dopo gli incidenti, senza un’analisi approfondita dei fatti accaduti in piazza.

Intanto, il centrosinistra si è mobilitato, con la segretaria del PD, Elly Schlein, che da Umbria ha espresso il proprio supporto per l’unità raggiunta dalle opposizioni. Nel corso di un comizio, Schlein ha elogiato la sindaca di Assisi, Stefania Proietti, ribadendo i temi cruciali della sanità e della gestione dei migranti, questioni che sono state al centro degli attacchi rivolti a Salvini e Tajani. Il centrodestra ha infatti risposto con proposte che includono la separazione delle carriere giudiziarie e l’introduzione della responsabilità civile per i giudici, una misura pensata per aumentare la trasparenza e la responsabilità nel sistema giudiziario.

Le richieste di Lepore per la città

Oltre a difendere la sua posizione sulla gestione degli scontri, Lepore ha sottolineato l’importanza di discutere questioni rilevanti per la città di Bologna. In occasione della visita di Meloni, ha dichiarato: «Spero anche che parli di altro, che venga a dirci dei fondi dell’alluvione, delle risorse per la sanità, per le forze dell’ordine». Il sindaco ha evidenziato che Bologna ha bisogno di sostegno concreto su temi critici e che il governo deve rispondere alle esigenze dei cittadini, non solo in chiave politica.

«Ci sono tante cose che la politica di Roma deve dire a Bologna». ha aggiunto Lepore, alludendo alle difficoltà affrontate dalla città nell’affrontare i recenti eventi calamitosi e richiedendo un impegno maggiore e trasparente da parte delle istituzioni centrali.

foto: pubbliche sui social

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