Le vie attorno al PalaDozza sono diventate teatro di scontri ieri durante e dopo la partita tra Virtus e Maccabi, con un migliaio di partecipanti secondo le stime del Comune. La serata ha prodotto danni e ha impedito a diversi residenti di rientrare nelle loro abitazioni. La sola parte pubblica, afferma il sindaco Matteo Lepore, avrebbe subito danni almeno per circa 100mila euro
«Chiedo io scusa ai cittadini, visto che nessuno delle istituzioni, dopo quello che è successo ieri sera, lo sta facendo. Neanche il ministro dell’Interno Piantedosi», ha dichiarato oggi il sindaco Lepore, che ha annunciato la scelta di mandare la “fattura”, si spera sia detto con ironia, direttamente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Il paradosso
Un’affermazione che suona quantomeno paradossale considerando che tra i protagonisti degli scontri più duri, anche questa volta, non sono mancati gruppi di giovani molto noti nell’ambiente cittadino: studenti, frequentatori dell’area dei collettivi e realtà sociali che a Bologna si muovono abitualmente nelle manifestazioni e frequentano spazi affidati dalla stessa amministrazione. Nonostante il sindaco abbia sostenuto che «l’80 per cento» dei presenti fosse arrivato da fuori città (cosa molto poco dimostrabile), le immagini diffuse tra ieri sera e stamattina mostrano anche noti movimenti studenteschi bolognesi.
Lepore continua a sfidare Piantedosi
Lepore punta comunque il dito contro il Viminale, accusando una gestione dell’ordine pubblico che, a suo dire, ha ignorato le indicazioni del comitato per la sicurezza: «C’è stata una gestione dell’ordine pubblico sconsiderata del ministero degli Interni». E ancora: «Io avevo chiesto di usare la testa e non i muscoli e questo purtroppo è il risultato». A suo avviso, Bologna sarebbe finita «in mezzo a uno scontro muscolare, testosteronica, tra un gruppo di estremisti e il ministero degli Interni».

