Dopo una lunga serie di atti vandalici che hanno colpito gli edifici scolastici Testoni-Fioravanti, Grosso e Federzoni, il quartiere della Bolognina si mobilita per difendere un’istituzione essenziale: l’Istituto Comprensivo 5. Insegnanti, famiglie, studenti e personale si sono dati appuntamento oggi giovedì 29 maggio alle 17.30 in piazza Maggiore, davanti a Palazzo D’Accursio, per chiedere risposte concrete e durature.

La protesta non nasce da un episodio isolato. I danni subiti dalle scuole sono percepiti come l’effetto visibile di un disagio più ampio, che attraversa uno dei quartieri storicamente più complessi della città. In questo contesto, la scuola diventa non solo luogo di istruzione, ma presidio civile e culturale da tutelare.

«La scuola non può essere lasciata sola», affermano i promotori della manifestazione, sottolineando l’urgenza di un piano strutturale capace di affrontare i problemi reali. L’I.C. 5, infatti, chiede un impegno serio e costante da parte delle istituzioni, partendo dall’ascolto dei bisogni locali.

Tra le richieste avanzate dalla comunità scolastica ci sono più educatori, servizi sociali potenziati, supporto alla neuropsichiatria infantile e un’estensione del tempo pieno in tutte le scuole primarie. La comunità chiede anche spazi pubblici gratuiti per attività scolastiche e familiari, edifici sicuri e una collaborazione più stretta con il terzo settore.

Al centro della mobilitazione c’è la volontà di restituire dignità al territorio, rompendo con le narrazioni stereotipate che spesso lo descrivono solo attraverso le sue criticità. La scuola, spiegano, può essere la chiave per rigenerare la Bolognina, ma servono investimenti, visione e continuità.

«Serve una road map concreta, che metta al centro i bisogni della scuola pubblica e del territorio», si legge nell’appello lanciato dai promotori, che vedono nella manifestazione un primo passo per riaffermare il valore della scuola come bene comune e strumento di inclusione.

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