Di nuovo scontri al Pilastro per il cantiere del Museo dei Bambini, arresti e feriti al parco Mitilini

La protesta contro la costruzione del Museo dei Bambini e delle Bambine al Pilastro è degenerata di nuovo ieri sera in scontri tra manifestanti e polizia al parco Mitilini, Moneta e Stefanini. Dopo lo sgombero mattutino del presidio, un gruppo di attivisti aveva ripreso pacificamente l’assemblea nel parco quando alcuni hanno abbattuto le barriere del cantiere, scatenando l’intervento della polizia in tenuta antisommossa.

Le cariche e i lacrimogeni hanno disperso la folla. Gli attivisti denunciano «lanci ad altezza uomo», mentre alcuni manifestanti hanno reagito scagliando oggetti verso le forze dell’ordine. La notte ha lasciato almeno sei arresti e diversi feriti, a cui si aggiungono i tre trasferiti al carcere della Dozza dopo gli scontri della mattina. Solo verso l’alba la situazione si è calmata, ma il presidio e le forze dell’ordine sono rimasti presenti nell’area.

Il motivo della protesta

Uno dei motivi della protesta parco Mitilini, Moneta e Stefanini del Pilastro è la perdita degli alberi storici per fare spazio a un museo di dubbia utilità come un museo dei bambini. «Mio nonno negli anni Sessanta qui ci ha piantato degli alberi ed è molto importante per me mantenere questa memoria», dice una residente del quartiere. La protesta è anche motivata dalla convinzione che le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate a servizi essenziali, come ambulatori e sostegno scolastico, piuttosto che al museo di bambini.

Rifondazione Comunista di Bologna attribuisce gli scontri al Pilastro alle pressioni della Giunta comunale del Pd e di Coalizione civica, partiti schierati praticamente contro i cittadini che hanno bloccato la distruzione del parco Mitilini. Secondo il partito, le dichiarazioni del Segretario PD Di Stasi e dell’assessore Madrid, apparse sul Carlino, hanno etichettato come vandali o violenti chi si oppone alla Giunta, rivelando «la crisi di un apparato di potere incapace di coprire con la propaganda il suo programma urbanistico e sociale».

Rifondazione comunista denuncia che da anni i cittadini chiedono percorsi di rigenerazione urbana rispettosi dell’ambiente e del patrimonio esistente, ma queste istanze sono state ignorate, mentre i tempi del PNRR e la cattiva gestione comunale hanno accelerato interventi contro le realtà ambientaliste.

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