Alberi abbattuti al Pilastro per il museo dei bambini, Favia: «L’odore dei soldi del PNRR sta cambiando la città»

«L’odore dei soldi del PNRR sta cambiando la città: è un attacco a quel poco di verde che è rimasto, un avanzamento del cemento». Con un post su Facebook, l’ex consigliere regionale e comunale del Movimento 5 stelle, Giovanni Favia, critica duramente il Comune di Bologna per la realizzazione del MUBA, il Museo dei Bambini, finanziato con fondi del PNRR, e per i tagli agli alberi nel parco del Pilastro.

Favia, che sta scendendo di nuovo in campo schierandosi contro l’attuale sindaco di Bologna, Matteo Lepore, mette in discussione le priorità dell’amministrazione: «Sono opere che non sono strategiche per uscire dalla crisi che sta attanagliando questo Paese. Sono opere utili a distribuire appalti, con costi di gestione che verranno scaricati sui prossimi bilanci. Avete presente quanto costa sostenere e far funzionare un museo, con tutti i musei già esistenti di cui dovremmo prenderci maggiore cura? Esso è indicativo di come il PNRR sia diventato, per lo più, una mangiatoia di soldi pubblici che, ricordiamolo, sono in gran parte prestiti e anche per la quota a fondo perduto poiché siamo contributori netti dell’Unione Europea, sono sempre soldi nostri e in quanto tali dovrebbero essere usati con oculatezza e parsimonia».

L’ex consigliere M5s sottolinea il valore degli spazi verdi per i bambini: «Io credo che i bambini, più che di un museo, abbiano bisogno di spazi verdi in cui poter giocare liberi, sviluppare relazioni sociali, divertirsi, sbagliare, sporcarsi di fango, sbucciarsi le ginocchia».

Favia critica anche l’uso delle forze dell’ordine durante i lavori: «Il Comune si lamenta sempre della mancanza di organico nelle forze dell’ordine. Le lasci a dare la caccia ai criminali, piuttosto che impegnarle contro chi vuole difendere un parco pubblico. Alle ragionevoli critiche dei residenti si dovrebbe rispondere con il dialogo, non con la polizia. È questa l’idea di partecipazione che tanto pubblicizzano?». Secondo Favia, il Comune avrebbe a disposizione spazi pubblici abbandonati da rigenerare: «Bene: abbiamo decine, se non centinaia, di spazi pubblici abbandonati, da ristrutturare e oggi in mano a degrado e topi. Sono in ogni zona della città».

Diverse associazioni locali e comitati civici si sono già attivati per monitorare i lavori e difendere gli alberi del parco del Pilastro, evidenziando le tensioni tra la volontà del Comune di creare nuovi spazi culturali e la tutela del verde urbano.

foto: dal post di Giovanni Favia

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