Abbattimento di alberi per la costruzione di un museo dei bambini, è protesta al Pilastro

L’abbattimento degli alberi nel parco Mitilini-Moneta-Stefanini, nel quartiere Pilastro di Bologna, ha scatenato la protesta degli attivisti del comitato Mu.Basta e dei residenti. Il Comune di Bologna prevede la rimozione della vegetazione per costruire il museo dei bambini e delle bambine, ma le operazioni sono state immediatamente bloccate dai manifestanti.

Dalle prime ore di lquesta mattina, camionette e una ventina di agenti della Digos hanno presidiato il cantiere, mentre residenti e attivisti hanno cercato di impedire l’abbattimento battendo fischietti e coperchi di pentole contro le alte transenne.

«Stamattina ci siamo svegliati alle 6:30 e abitando di fronte al parco ci siamo accorti che c’erano le camionette della polizia intorno alla recinzione del cantiere dove dovrebbero costruire il museo», racconta Laura Pasotti, residente e membro del comitato. «Pian piano ci siamo radunati, all’inizio eravamo sei o sette, adesso siamo una ventina e l’unica cosa che possiamo fare è cercare di fare rumore. La situazione che stiamo vivendo qui da fine novembre è praticamente militarizzata, con i poliziotti in tenuta antisommossa e due operai a tagliare gli alberi».

Secondo gli attivisti, l’intervento comporterebbe la perdita di circa 1.300 metri quadrati di verde e l’abbattimento di numerosi alberi. Dopo l’azione di questa mattina, il comitato annuncia un presidio in Piazza Maggiore per il pomeriggio, ribadendo la richiesta di sospendere i lavori già avanzata a gennaio durante un consiglio comunale interrotto dalle proteste.

La politica: «Il ritorno di Lepore il Taglialegna»

Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Bologna, critica l’amministrazione Lepore per il taglio di alberi sani al Pilastro nell’area del futuro Museo dei Bambini. Secondo Di Benedetto, il Comune dimostra «tutta la propria confusione e incoerenza» procedendo senza chiarire «chi gestirà davvero questa struttura, con quali risorse economiche e attraverso quale procedura».

Il capogruppo denuncia la mancanza di trasparenza sui costi e sui bandi pubblici e sottolinea come vengano abbattuti «alberi perfettamente sani senza aver garantito adeguate eco-compensazioni interne né un reale bilancio sull’assorbimento di CO₂». Per Di Benedetto, ambiente e partecipazione rimangono «slogan buoni per i convegni ma assenti nelle scelte reali che riguardano Bologna», e le decisioni vengono prese «a porte chiuse».

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