Completato il restauro del Portico di San Luca, usati circa 7 milioni di euro

Sono terminati i lavori di restauro e consolidamento del tratto collinare del Portico di San Luca, tra l’Arco del Meloncello e il Santuario, per un’estensione di circa 1.800 metri lineari. L’intervento ha riguardato 341 archi sui 658 complessivi e ha affrontato i danni causati dal terremoto del 2012, rafforzando la risposta strutturale del portico in caso di futuri eventi sismici.

Il cantiere ha previsto la riparazione delle lesioni, il consolidamento delle strutture, il rifacimento completo degli intonaci e delle coperture e il recupero delle lunette decorate, con la pulitura e il restauro delle parti pittoriche dei Misteri. Un insieme di operazioni che ha restituito continuità visiva al portico e ne ha preservato il valore storico e simbolico. Il Portico di San Luca, il più lungo del mondo, è parte del sito dei Portici di Bologna riconosciuto Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel luglio 2021.

L’investimento di quasi 7 milioni

L’investimento complessivo ammonta a 6 milioni e 850mila euro. Di questi, 4 milioni e 850mila euro provengono da fondi ministeriali stanziati dal presidente della Regione Emilia-Romagna nel ruolo di Commissario delegato alla ricostruzione post sisma 2012, mentre 2 milioni sono stati finanziati dal ministero della Cultura. Delle risorse regionali, circa 2,5 milioni risultano già erogati.

«Un intervento che non è solo una risposta ai danni causati dal sisma del 2012, ma un investimento sul nostro patrimonio culturale e paesaggistico e sulla qualità dello spazio pubblico. È il risultato di una collaborazione solida tra istituzioni, Chiesa, tecnici e imprese, che voglio ringraziare perché dimostra come la cura del patrimonio possa diventare motore di coesione», ha affermato il sindaco di Bologna Matteo Lepore.

L’operazione è stata coordinata dal Comitato per il Restauro del Portico di San Luca, composto da Arcidiocesi di Bologna, Santuario della Beata Vergine di San Luca, Comune di Bologna e Quartiere Porto-Saragozza, con l’Arcidiocesi nel ruolo di ente attuatore. Con la chiusura del cantiere si apre ora la fase della manutenzione programmata, considerata necessaria per garantire la conservazione nel tempo dell’opera. Resta inoltre prioritaria la pianificazione di interventi sul tratto urbano di pianura per migliorarne sicurezza e fruibilità.

Entro la fine di gennaio è prevista la presentazione all’Unesco di una richiesta ufficiale di modifica dei confini della componente “San Luca”, con l’estensione dell’area protetta a una parte del territorio del Comune di Casalecchio di Reno. Contestualmente verrà chiesto l’inserimento della Torre Garisenda nel sito.

foto: pubblica dal gruppo Portico di San Luca

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