Caso Bibbiano, «I servizi sociali non sono stati appaltati ai privati»: conclusa la Commissione speciale sui minori

Sarebbe falsa la notizia secondo cui i servizi sociali in Regione Emilia-Romagna siano stati appaltati a privati come anche la valutazione dei casi dei minori e le analisi delle situazioni famigliari o le segnalazioni alla magistratura non sono state demandate a soggetti esterni. È il primo punto che smentirebbe alcune fake news sui presunti affidi illeciti di minori a Bibbiano in un documento finale redatto in conclusione della Commissione Speciale sul sistema dei minori in Emilia-Romagna deliberata dall’Assemblea legislativa della Regione e che ha contato 45 audizioni in quasi 4 mesi per oltre 70 soggetti coinvolti. 

«Il privato sociale è presente, invece, nella gestione delle comunità di accoglienza, che entrano in campo quando non ci sono famiglie affidatarie o un contesto familiare non idoneo. Abbiamo potuto apprezzare il ruolo delle famiglie affidatarie, quelle famiglie, cioè, che quotidianamente si fanno carico dell’accoglienza temporanea dei minori», ha spiegato il consigliere Pd Giuseppe Boschini, presidente della Commissione speciale. 

Altri temi sui quali il lavoro della Commissione ha concentrato la propria attività riguardano il ruolo di indirizzo e controllo attuate dalla Regione. «Per quanto attiene l’esternalizzazione dei servizi ed in particolare il sistema dei controlli sulle consulenze affidate a psicologi e pedagogisti, appare come un fenomeno riferito soprattutto alle terapie psicologiche, successive alla presa in carico dei minori», ha dichiarato il presidente della Commissione speciale. Qui si sarebbe riscontrata l’utilità di un potenziamento degli organici pubblici delle neuropsichiatrie infantili e anche dei servizi di educativa territoriale le cui difficoltà -in alcuni casi- sono all’origine del ricorso a specialisti esterni. «Questo è un punto particolarmente delicato, perché è a questo livello che si sviluppa buona parte del caso Val d’Enza: ferma restando l’autonomia dei Comuni su questi temi, che la Regione non può eliminare, pare opportuno sviluppare e potenziare le competenze pubbliche e utilizzarle quanto più possibile in via esclusiva», ha detto Boschini. 

Altri due punti che l’Assemblea aveva conferito alla Commissione speciale riguardavano i “metodi seguiti negli affidi di minori e nella presa in carico delle famiglie, quali ad esempio l’operatività degli assistenti sociali” e “il rapporto tra servizi sociali e servizi dell’amministrazione della Giustizia minorile”. 

«Per quanto riguarda il controllo dei fondi regionali interessati, la loro ripartizione, assegnazione ai servizi territoriali e le modalità di spesa locale, è emerso come la Regione non effettui finanziamenti diretti a specifiche attività per i minori che sono di esclusiva ultima responsabilità dei Comuni. La Regione, attraverso soprattutto il Fondo Sociale regionale, trasferisce ai Comuni risorse che entrano nei bilanci comunali a sostegno generale della funzionalità dei servizi stessi, così come le ASL compartecipano ai costi locali. Attualmente però non vi è la possibilità di risalire dal bilancio regionale ad un controllo stretto di come le risorse erogate vengono utilizzate, sul caso singolo, sul singolo progetto, dai Comuni o dalle loro unioni», ha concluso Boschini. 

 

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