Sotto il cielo di Bologna “aria buona” o “aria fritta”? Legambiente contro l’aeroporto Marconi

Legambiente si è dichiarata «stupefatta» dall’inserzione pubblicitaria dell’Aeroporto Marconi che racconta di una miracolosa riduzione delle emissioni di CO2 dello scalo e considera «di dubbio gusto la scelta comunicativa anche alla luce delle numerose problematiche di rumore ed emissione degli aerei dello scalo bolognese».

“Ciao Bologna, sotto il tuo cielo oggi si respira un’aria nuova”. Recita così la pubblicità dell’aeroporto Marconi di Bologna che dichiara di aver ridotto del 64% le emissioni di CO2 per passeggero negli ultimi dieci anni: uno slogan che secondo l’associazione ambientalista Legambiente Emilia-Romagna «potrebbe risultare ingannevole, considerando che non è chiaro in che modo e in quali settori le emissioni possano essere state ridotte». La riduzione della CO2 non potrebbe venire dalle emissioni del traffico aereo perché quest’ultimo è aumentato sullo scalo bolognese. «Appare dunque un agire di dubbio gusto per fare apparire sostenibile un settore – quello del trasporto aereo – che invece oggi è al centro dell’attenzione rispetto agli impatti sul clima», ha dichiarato Legambiente. 

Dunque, la riduzione della C02 potrebbe dipendere da interventi di risparmio energetico delle attività all’interno dell’aeroporto ma che resterebbero una parte infinitesimale degli impatti e delle emissioni legate allo scalo. A rendere più stridente la scelta comunicativa sono i dati resi pubblici pochi giorni fa sul sito del Marconi, che dichiara di aver superato il record storico di presenze nello scalo, con nove milioni di passeggeri in un anno. Pare infatti che il trend del 2019 sia in crescita e superiore al 10% e che un centinaio di destinazioni servite con voli diretti ne facciano il quarto scalo italiano per connettività mondiale. Un incremento di voli in continua crescita diventato molto più rilevante dal 2009, quando la compagnia low cost Ryanair ha trasferito tutti i voli internazionali dall’aeroporto di Forlì a quello di Bologna. La posizione strategica dell’aeroporto e la sua vicinanza col nodo ferroviario della città hanno favorito la costante crescita fino a far quasi triplicare il numero di passeggeri in meno di vent’anni. Nel 2000 il numero di passeggeri era di 3.524.789.  

«Questo trend ha portato con sé numerose preoccupazioni per la salute nei cittadini residenti nelle zone limitrofe del Marconi, soprattutto per l’inquinamento acustico e per la qualità dell’aria della zona, riconosciuti fattori di rischio con effetti a breve ed a lungo termine sulla salute della popolazione. Ad aumentare le perplessità dei dati della pubblicità sono infatti le statistiche raffrontate al singolo passeggero. «Si dice che i quantitativi di emissione per passeggero sono diminuiti negli ultimi dieci anni. Ma se i passeggeri sono aumentati considerevolmente, potrebbe essere che le emissioni totali dello scalo a terra non si siano ridotte poi così tanto?», si chiede Legambiente. L’associazione interroga quindi il management dell’Aeroporto Marconi di rendere disponibile lo studio dettagliato a sostegno dei dati presenti nella pubblicità, con l’indicazione anche dei carichi di emissioni degli aerei nel tratto cittadino, specie in un momento storico in cui la tendenza a diffondere verità ingannevoli e fake news sulla comunicazione ambientale la fa da padrona.  

fonte: Legambiente Emilia-Romagna

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