Tinta grigia e coda a strascico fusi in un abito di lusso ma sostenibile, perché creato in modo che fosse durevole nella sua cura. A vincere il primo premio del concorso Plastic Fashion Remix è stato Alessandro Falce, studente del corso in Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Bologna che, con la sua creazione, si è aggiudicato una borsa di studio di 2000 euro. Nella serata di sabato scorso, in Piazza della Mercanzia, si è tenuta la premiazione degli studenti partecipanti al concorso organizzato dallo studio italo-giapponese Veronesi Namioka e sponsorizzato dall’azienda Gallery Holding.
Gli abiti sono stati realizzati dai giovani stilisti che sono stati capaci di creare delle opere d’arte partendo da materiale plastico di scarto. Dei trenta presentati, un’attenta giuria ne ha selezionati ventuno che hanno avuto l’opportunità di mostrarsi alla città in una sfilata con modelli con volti cellophanati e acconciature materiche imprigionate dalla plastica: chiaro riferimento a quello che accade alla fauna marina a causa dell’inquinamento umano.

Al termine dell’evento è avvenuta la proclamazione dei tre vincitori ai quali la presidente del Quartiere Santo Stefano, Rosa Amorevole, ha consegnato i riconoscimenti. Seconda classificata è Alessia Mora con il suo completo composto da pantalone bianco e giacca di “ruches di plexiglass”, chiaro rimando alle scaglie dei pesci. La studentessa si è aggiudicata così una borsa di studio da 1.000 euro. Il terzo posto da 500 euro se li è aggiudicati Da Xu con un giaccone fatto da una simil pelliccia costituita da frammenti di banner plastici, risultati dagli scarti delle lavorazioni degli abiti dei suoi compagni. «L’aspetto interessante che emerge da progetti come questo è il coinvolgimento attivo dei ragazzi e la possibilità di creare dei lavori che si focalizzano su un messaggio etico e sociale che è centrale nella nostra attività”, ha dichiarato l’antropologa Silvia Veronesi Namioka, proprietaria dello studio.

con la collaborazione di Rachele Baccichet

