A Bologna la “resistenza” è anche rosa: dal 25 novembre al 10 dicembre arriva, con numerosi appuntamenti, il festival femminista “La Violenza Illustrata” organizzato dal centro Casa delle donne di Via dell’Oro 3 che quest’anno giunge alla 14esima edizione. Con questo progetto la città aderirà alla campagna internazionale “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”. Il proposto di quest’anno è quello di attivarsi per debellare la cultura dello stupro come strumento di sopraffazione.
Non a caso il titolo scelto per l’edizione di quest’anno è “Vite in movimento” e rispecchia la volontà di mettere in luce l’operato delle tante attiviste che danno luogo a importanti azioni e risposte socio-culturali. «Quest’edizione racconta le vite delle donne che si attivano e che operano una trasformazione profonda nella propria vita aprendo centri antiviolenza, dando così la possibilità ad altre donne di attuare un cambiamento radicale e significativo per la loro vita, riappropriandosene», ha detto Valeria D’Onofrio, direttrice di “Violenza illustrata”.
L’obiettivo del centro è quello di parlare di violenza sulle donne per debellarla e prevenirla. L’associazione ha voluto sottolineare come quello di oggi sia un momento storico in cui si assiste a un attacco mai visto verso il corpo delle donne che cerca il più possibile di limitarne gli spazi di autodeterminazione. Diventa allora necessario ribadire il forte legame fra la resistenza alla violenza, l’attivismo e la solidarietà quotidiana. “Vite in movimento” diventa quindi l’occasione per contrastare la violenza di genere e promuovere le pari opportunità attraverso varie iniziative che vanno dal cinema e il teatro, alle mostre e i convegni, per un totale di più di 60 appuntamenti tra Bologna e provincia.
La Casa delle Donne è nata nel 1990 con l’apertura di un centro antiviolenza che è diventato un luogo di ascolto e di sostegno concreto dove le donne possono chiedere aiuto, per loro stesse e per i loro figli. Quella di Bologna è una delle realtà più note e attive d’Italia a supporto delle donne. Proprio per questo in Emilia Romagna il numero delle persone che si rivolgono ai centri antiviolenza è il più alto del Paese. Dal 1990 ad oggi la Casa ha accolto e aiutato ben 12795 donne, un numero che è cresciuto costantemente negli anni anche perché la sensibilità al fenomeno e il suo linguaggio sono cambiati.
Parlando della situazione femminile in Italia rispetto a quella europea, la presidente della Casa delle Donne e assessora alle Pari Opportunità, Susanna Zaccaria, ha affermato: “Nonostante ci siano stati dei passi avanti, rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea, noi rimaniamo indietro perché ci portiamo dietro una serie di stereotipi che sono molto difficili da contrastare. Dobbiamo lavorare sugli aspetti culturali, nonostante siano quelli che cambiano più lentamente”. Secondo l’assessora il cambiamento è però inesorabile e le donne oggi hanno molta più consapevolezza. “L’Europa ci fa da modello, speriamo di arrivare a quel livello anche noi”, ha poi concluso.
con la collaborazione di Rachele Baccichet

