Il tram di Bologna si ferma a San Donnino, «Quartieri e residenti penalizzati»

Il tratto San Donnino–Agraria della linea rossa del tram di Bologna è stato stralciato, trasformando San Donnino in capolinea provvisorio. La decisione dell’amministrazione Lepore segna, dunque, un rallentamento di un progetto strategico che doveva collegare diversi quartieri della città.

«La Giunta Lepore oggi certifica ufficialmente quello che denunciamo da mesi: il progetto del tram è stato gestito in modo confuso, ideologico e amministrativamente inadeguato», dichiarano Gianluca Faggioli e Sanzani di Forza Italia. Secondo i consiglieri azzurri, la sospensione del tratto di 2,7 chilometri evidenzia l’incapacità dell’amministrazione di garantire tempi certi e una pianificazione concreta.

Il quartiere Pilastro resta in attesa e il tratto di San Donato ha già subito anni di disagi legati ai cantieri: traffico paralizzato, rumore costante, attività commerciali penalizzate e qualità della vita compromessa. «Un sacrificio che oggi appare ancora più grave, perché rischia di essere stato inutile o quantomeno imposto senza una pianificazione solida e definitiva», aggiungono Faggioli e Sanzani.

I rappresentanti di Forza Italia sottolineano come il cronoprogramma sia stato costruito senza adeguate garanzie tecniche, con l’obiettivo di rispettare i parametri del PNRR e completare 15 chilometri entro giugno 2026, a scapito della fattibilità complessiva dell’opera. Lo stralcio dei parcheggi previsti in via Manuzio e al parco della Zucca rappresenta un’ulteriore criticità, con impatti su viabilità, verifiche archeologiche e abbattimento di alberi.

«Prima si progettano opere, poi si scopre che comportano impatti rilevanti, verifiche archeologiche, abbattimento di alberi o problemi di cantierizzazione. È mancata una pianificazione seria fin dall’inizio», rimarcano gli esponenti azzurri. Forza Italia chiede ora massima trasparenza sui nuovi tempi, sui costi aggiuntivi e sulle responsabilità politiche.

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