Tre attivisti riconducibili a diverse articolazioni dei Municipi Sociali (collettivi autogestiti) sono stati multati dalla Questura di Bologna dopo la protesta organizzata contro la presenza a Bologna di Christine Lagarde. I provvedimenti amministrativi notificati sono tre e prevedono sanzioni comprese tra 1.000 e 10.000 euro ciascuno, per un totale potenziale fino a 30.000 euro.
La contestazione riguarda la violazione dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, modificato dopo l’approvazione del più recente decreto sicurezza. L’episodio risale al 5 marzo 2026, quando la mobilitazione è stata organizzata a Bologna senza preavviso alle autorità.
Secondo quanto ricostruito, l’iniziativa è stata diffusa anche attraverso i social network, elemento che avrebbe contribuito all’individuazione dei soggetti coinvolti nella convocazione della protesta.
Il caso si inserisce nel quadro normativo introdotto dal decreto sicurezza approvato il 24 febbraio 2026, che ha modificato anche la disciplina delle manifestazioni pubbliche e le modalità di applicazione delle norme sull’obbligo di preavviso. Alcune violazioni sono state ricondotte alla sfera amministrativa, con l’introduzione di sanzioni pecuniarie in luogo del procedimento penale.
In questo nuovo assetto, le contestazioni vengono gestite in via amministrativa dalle autorità competenti, mentre resta la possibilità di ricorso davanti al Giudice di Pace. Nel caso specifico, dopo la notifica delle sanzioni, sarà il Prefetto di Bologna a definire l’importo finale entro 30 giorni, valutando anche le memorie difensive presentate.

