In Italia nascono alternative locali al food delivery globale: 40 piattaforme già attive in tutto il Paese offrono un modello di consegna più vicino al territorio, sostenibile e attento ai ristoratori. È quanto emerge dal progetto di ricerca BUMOLDS (Business Model for Local Delivery Platforms), progetto di ricerca PRIN, finanziato dal PNRR, guidato dal Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna–
Il progetto ha analizzato le preferenze di 1.946 consumatori italiani e le criticità vissute dai 265 ristoratori coinvolti, mostrando che l’utilizzo dei servizi di consegna è principalmente guidato da comodità, rapidità e desiderio di piatti specifici, più che da valori etici o ambientali. «L’utilizzo dei servizi di food delivery nasce soprattutto da consumi ‘situazionali’: si usano queste piattaforme quando si è stanchi, si ha poco tempo o si desidera qualcosa di particolare», spiega Annamaria Tuan, coordinatrice del progetto. «In questo contesto, le piattaforme di consegna locali non sono certo una soluzione semplice o automatica: offrono però uno spazio di sperimentazione per ripensare il rapporto tra tecnologia, mercato e territorio in chiave più inclusiva e sostenibile».
Il censimento nazionale realizzato da BUMOLDS ha individuato piattaforme locali in città e province da Bolzano a Bologna, da Torino a Corigliano, che consegnano pasti pronti o prodotti locali, operando a livello comunale, provinciale o regionale. Il progetto ha inoltre sviluppato il BUMOLDS Business Model Framework, un modello che integra efficienza economica, responsabilità sociale e valorizzazione del territorio, pensato per rendere sostenibili le piattaforme locali anche di fronte a costi logistici elevati e forte concorrenza.
«I casi studio che abbiamo analizzato mostrano che le piattaforme locali di consegna sono da un lato un importante laboratorio di innovazione, ma dall’altro restano esposte a vincoli di scala, costi logistici elevati e a una forte pressione competitiva», conclude Tuan. «La loro sostenibilità sul lungo periodo dipende quindi dalla capacità di tradurre i valori di prossimità ed equità in modelli economicamente resilienti, supportati da politiche pubbliche adeguate e da un’evoluzione delle preferenze dei consumatori».
Tutti i dati e i risultati del progetto saranno presentati domani giovedì 26 febbraio nell’evento finale del BUMOLDS, ospitato nella sede del Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna.
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