È stato arrestato il presunto responsabile del tentato omicidio avvenuto il 10 gennaio 2026 in via Giovanni Battista De Rolandis a Bologna, dove un 20enne tunisino era stato seguito, accerchiato, picchiato e accoltellato in strada. A finire in carcere è stato un 21enne tunisino, individuato dai Carabinieri di San Giovanni in Persiceto durante un controllo stradale effettuato il 6 luglio scorso a San Pietro in Casale.

I militari hanno fermato una Mercedes Classe A sulla quale viaggiavano due cittadini tunisini. Il conducente, un 31enne, alla vista dei Carabinieri ha abbandonato il veicolo e si è dato alla fuga a piedi, lasciando cadere un borsellino che aveva con sé.

L’uomo è stato raggiunto poco dopo dai militari e identificato. All’interno del borsellino sono state trovate 34 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 21,84 grammi. Gli accertamenti hanno inoltre permesso di scoprire che il 31enne era ricercato dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Arezzo, in seguito a una condanna per una serie di reati in materia di droga commessi negli anni precedenti.

Per quei fatti era stato condannato a 2 anni, 5 mesi e 26 giorni di reclusione e a una multa di 4.000 euro, ma non era stato possibile arrestarlo perché irreperibile dal dicembre 2025.

Durante gli approfondimenti sul passeggero della Mercedes è emerso invece il collegamento con l’indagine sul tentato omicidio di via Giovanni Battista De Rolandis. Il 21enne tunisino risultava infatti indagato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna per l’aggressione ai danni del 20enne connazionale, rimasto gravemente ferito nel tardo pomeriggio del 10 gennaio 2026.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima era stata aggredita da un gruppo di persone che, dopo averla colpita e accoltellata per strada, si erano allontanate facendo perdere le proprie tracce. L’intervento dei sanitari del 118 aveva consentito il trasporto del giovane in una struttura sanitaria.

La scena dell’aggressione era stata analizzata dai Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo di Bologna, che avevano raccolto gli elementi utili per ricostruire la dinamica dei fatti e risalire ai presunti autori. Le indagini dei Carabinieri. coordinate dalla Procura, avevano portato all’identificazione del 21enne, rintracciato poi a San Pietro in Casale.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, il 21enne e il 31enne sono stati trasferiti nella Casa circondariale Rocco D’Amato, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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