Coinvolgere i ragazzi stranieri in attività di cura dei quartieri all’insegna della condivisione e della socialità. È quello che si propone di fare il progetto “I giardini della condivisione”, un’iniziativa bolognese realizzata nell’ambito del Patto di collaborazione per la realizzazione di interventi di rigenerazione dei beni comuni urbani e che coinvolge diverse realtà del terzo settore bolognese. Fra questi l’associazione di servizi di solidarietà Auser, il centro socio-culturale Ancescao, l’associazione onlus Civibo, I love Bolognina e Legambiente, solo per citarne qualcuna.

L’obiettivo? Promuovere l’integrazione di persone richiedenti asilo o rifugiate coinvolgendole in attività volte a ridare dignità a luoghi urbani spesso abbandonati e trascurati. Il progetto nasce da una collaborazione con il Comune di Bologna, in particolare con l’Ufficio cittadinanza attiva e l’Istituzione Serra Zanetti e coinvolge tre quartieri: San Donato-San Vitale, Savena e Navile.

«Il nostro intento è utilizzare l’esperienza dei beni comuni per favorire reti di relazione e l’integrazione dei ragazzi richiedenti asilo attraverso la partecipazione ad esperienze condivise e la promozione del welfare di comunità», ha dichiarato Antonella Di Pietro, coordinatrice del progetto per Auser Bologna. «Con le azioni concrete e il racconto dell’esperienza attraverso i diversi canali si dà un prezioso contributo per favorire il superamento dei pregiudizi. Inoltre, le esperienze di cittadinanza attiva rappresentano un prezioso contenitore per promuovere reti di prossimità, la conoscenza reciproca e la solidarietà tra cittadini e richiedenti asilo», ha continuato Di Pietro.

Fra gli interventi già realizzati la cura del Parco della Zucca in collaborazione col Centro Montanari, la rimozione delle scritte sui muri in zona Zanardi con Civicamente Lame e al Centro civico Mazzini con Legambiente. Oltre a queste attività poi “I giardini della condivisione” sono impegnati anche durante la settimana in diverse azioni: ogni mercoledì e venerdì i volontari supportano l’associazione Cà Bura nelle attività di cura e gestione del parco di via Arcoveggio. Inoltre, lo scorso aprile a Rastignano, sotto la guida del presidente dell’associazione Area ortiva Paleotto Luigi Villani, i ragazzi hanno aiutato gli anziani a svolgere i lavori pesanti nel loro orto.
Nei mesi scorsi l’iniziativa ha anche intrecciato un percorso di alternanza scuola lavoro con il liceo Mattei di San Lazzaro di Savena, dando vita a un’esperienza che ha visto impegnati in attività di cura e confronto giovani studenti, volontari e richiedenti asilo.  Stando al racconto di Antonella Di Pietro il progetto sta raggiungendo gli obiettivi prefissati e gli abitanti del quartiere si sono dimostrati partecipi e accoglienti: tanti sono i commenti di apprezzamento e gratitudine sulla pagina facebook dedicata all’iniziativa e c’è stato anche chi ha offerto la colazione ai ragazzi per ringraziarli del lavoro svolto. Anche gli operatori delle strutture hanno confermato che i richiedenti asilo hanno trovato un clima accogliente e socievole.

«Quando si toglie una scritta da un muro o si lavora insieme per la cura di un parco o un pezzo di strada, le persone si incontrano e si conoscono. In questo modo si accorciano le distanze e si abbattono i pregiudizi diventando più prossimi agli altri. L’esperienza conferma che ognuno di noi, e questo vale anche per le persone più fragili, se messo nelle condizioni può diventare una risorsa preziosa per la nostra comunità e contribuisce attraverso la propria azione a rendere ancora più accogliente e inclusiva la nostra città», ha concluso Di Pietro.

Il progetto continua con altri appuntamenti: sabato 4 maggio alle 9,30 in via Zanardi (angolo via Agucchi) per la cura della piazzetta del Centro sportivo Pizzoli e l’imbiancatura degli spogliatoi, l’11 maggio alle 9,30 in via Marco Polo 53 per una mattinata di cura del centro civico Lame e il 18 maggio, sempre alle 9,30, al Fondo Comini in via Fioravanti 68 per la rimozione delle scritte in Bolognina.

Condividi