Francesca Albanese, relatrice Onu sui territori palestinesi occupati, riceve la cittadinanza onoraria di Bologna a pochi giorni dalla presentazione del suo libro al Labàs, dove era stata accolta dalla vicesindaca Emily Clancy e dal consigliere di Coalizione civica, nonché attivista dello stesso Làbas, Detjon Begaj. La decisione del consiglio comunale ha immediatamente scatenato polemiche, dividendo politica e opinione pubblica.

Italia Viva ha definito la scelta «un errore», accusando la giurista di posizioni «ostili nei confronti di personalità come la senatrice a vita Liliana Segre e ambigue su Hamas». Marco Lombardo di Azione ha parlato di una figura «divisiva», criticando il consiglio come «un’assemblea studentesca».

Il sindaco Matteo Lepore ha difeso la scelta, minimizzando le critiche: «Ha le sue opinioni, decide di partecipare alle trasmissioni tv e di comportarsi come crede. Ma non è vero che Albanese ha inneggiato al 7 ottobre o ad Hamas». Anche nel Pd emergono distinzioni: l’eurodeputata Elisabetta Gualmini ha definito l’onorificenza «divisiva e polarizzante». Dal centrodestra, Maurizio Gasparri ha parlato di «vergogna».

La controversia non si limita a Bologna. Albanese ha già provocato tensioni a Reggio Emilia e Genova, tra incidenti politici e spostamenti di eventi pubblici. Samuela Quercioli, presidente del gruppo consiliare Bologna Ci Piace, ha dichiarato: «La cittadinanza onoraria deve unire, non dividere. Questo gesto assume un carattere politico e rischia di alimentare ulteriori tensioni».

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