Parte il nuovo percorso per affidare il servizio di refezione scolastica a Bologna dopo lo stop imposto dall’Autorità nazionale anticorruzione. La Giunta comunale ha autorizzato la spesa per avviare una nuova procedura di gara che riguarderà scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, con una durata prevista di tre anni scolastici, da settembre 2026 ad agosto 2029, e possibilità di rinnovo fino al 2031.
Il provvedimento dovrà ora passare al vaglio del Consiglio comunale per completare l’iter amministrativo. Nel frattempo, il servizio continua a essere garantito in proroga per l’anno scolastico in corso, dopo che il precedente bando era andato deserto nel 2025.
Perché rifare il bando
La nuova gara nasce anche alla luce delle criticità evidenziate dall’Autorità nazionale anticorruzione, che nei mesi scorsi aveva bocciato il precedente progetto. L’Anac aveva infatti stabilito che il bando, del valore di circa 105 milioni di euro, violava il Codice degli Appalti e l’articolo 41 della Costituzione, chiedendo al Comune di intervenire entro trenta giorni «per assumere le opportune iniziative al fine di assicurare la piena conformazione da parte dell’Ente locale ai principi ed alle regole di diritto».
Tra i punti contestati, la mancata suddivisione in lotti, ritenuta una scelta non adeguatamente motivata e tale da limitare la partecipazione delle piccole e medie imprese. «La scelta discrezionale di non suddividere un appalto di servizi in lotti funzionali, operata a monte dalla Stazione appaltante, deve essere motivata adeguatamente per poter giustificare l’esclusione della potenziale partecipazione alla procedura di gara di piccole e medie imprese», aveva sottolineato l’Autorità.
Nel mirino anche il meccanismo previsto dal precedente bando, che imponeva il trasferimento di un ramo d’azienda tra operatori economici. Secondo l’Anac, questa condizione «è del tutto estraneo all’ambito applicativo del Codice dei contratti» e ha contribuito a restringere la libertà di iniziativa economica, «arbitrariamente escludendo le piccole e medie imprese operanti nel settore della ristorazione».
Per superare queste criticità, il Comune ha avviato una consultazione preventiva di mercato, raccogliendo indicazioni utili alla definizione del nuovo bando. La procedura sarà articolata in lotti, proprio per favorire una più ampia partecipazione degli operatori, e prevederà l’affidamento in gestione dei tre centri di produzione pasti già attrezzati.
L’amministrazione comunale ha inoltre deciso di acquistare le attrezzature presenti nei centri pasto, così da metterle a disposizione dei futuri aggiudicatari insieme agli impianti già in dotazione. Una scelta che punta a semplificare l’organizzazione del servizio e a renderlo più accessibile alle imprese interessate.
La revisione della gara arriva dopo le osservazioni dell’Autorità, che aveva evidenziato come una progettazione non conforme alle norme possa compromettere trasparenza, efficienza e gestione delle risorse pubbliche. Il nuovo bando dovrà quindi rispondere ai criteri con l’obiettivo di garantire continuità al servizio e maggiore apertura al mercato.

