A Bologna nasce ARCAA, la chiesa di San Barbaziano diventa centro di circo e arte accessibile

Prende il via a Bologna ARCAA, Accademia Rigenerata Circo e Arte Accessibile, progetto che riapre alla città gli spazi della chiesa di San Barbaziano, sconsacrata di Bologna che sorge all’incrocio tra via Barberia e via Cesare Battisti., trasformandoli in un centro culturale dedicato all’inclusione e alle arti performative.

L’iniziativa è tra le vincitrici del bando “Laboratorio di Creatività Contemporanea – Settima Edizione (2025–2027)” promosso dal Ministero della Cultura e punta a costruire un modello in cui l’accessibilità non è un elemento aggiuntivo, ma il principio su cui si fonda l’intera programmazione. Un obiettivo che si inserisce in un contesto nazionale in cui, secondo dati Istat, solo il 5,9% delle strutture culturali offre contenuti in Lingua dei Segni Italiana e appena il 10,7% dispone di percorsi tattili o materiali in Braille.

Il progetto si sviluppa all’interno della chiesa di San Barbaziano, edificio con una storia lunga secoli: fondata secondo la tradizione nel V secolo e ricostruita tra il 1608 e il 1612 su progetto dell’architetto Pietro Fiorini, fu sconsacrata nel 1806 e utilizzata nel tempo come fienile, magazzino militare, officina e autorimessa. Dopo un lungo periodo di abbandono, lo spazio è stato restaurato grazie a un finanziamento ministeriale del 2017, mantenendo volutamente i segni del tempo, come graffiti e tracce di utilizzi passati.

Lo spazio, di proprietà della Direzione Regionale Musei dell’Emilia-Romagna, è oggi gestito da AICS Bologna e ospita già attività aperte al pubblico, mentre l’allestimento definitivo sarà completato nella primavera del 2026.

ARCAA è promosso dall’associazione bolognese Eden ASD ETS APS, in collaborazione con AICS Bologna, Period Think Tank APS, GRD – Genitori Ragazzi Down Bologna e Parsec APS. Il progetto si basa sui principi dell’Universal Design, con l’obiettivo di rendere eventi, mostre e laboratori accessibili fin dalla loro ideazione, senza necessità di adattamenti successivi.

«La nascita di ARCAA – Accademia Rigenerata Circo e Arte Accessibile– rappresenta per noi un traguardo significativo, frutto di anni di visione, lavoro e dedizione. Vedere l’avvio delle attività con un progetto supportato dal Ministero della Cultura costituisce un grande onore e conferma il valore e la rilevanza del nostro impegno. Siamo particolarmente orgogliosi che questo percorso ponga al centro il tema della cultura accessibile, rendendo l’arte per tutti e tutte, senza barriere», ha commentato Calogero Passarello, presidente di Eden.

L’attività prende il via il 17 aprile con uno spettacolo di cabaret circense accessibile anche alla comunità sorda, in Lingua dei Segni Italiana e Visual Vernacular. La rassegna “Circo Sotto la Gru”, già attiva nelle sedi di Eden, si sposterà stabilmente nella navata della chiesa con dodici appuntamenti annuali pensati per un pubblico ampio e diversificato.

L’accessibilità sarà garantita anche alle persone cieche attraverso materiali in Braille e audiodescrizioni. Nel biennio sono inoltre previste due mostre accessibili: “Poesia” del collettivo Ucronicron, dedicata al rapporto tra uomo e macchina, e “Acquaintance” del fotografo Max Cavallari, frutto di un reportage realizzato durante una missione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo.

Accanto alla programmazione artistica, il progetto include produzioni originali e percorsi formativi, anche in collaborazione con realtà europee come INAAC Porto e Circus Zonder Handen di Bruxelles, oltre a iniziative rivolte a giovani con disabilità cognitive.

«ARCAA – Accademia Rigenerata Circo e Arte Accessibile “ nasce dall’esperienza di Eden nella rigenerazione di spazi e nella costruzione di comunità attraverso l’arte. È un progetto che mette al centro un principio per noi fondamentale: l’accesso alla cultura deve essere un diritto reale e praticabile, non un’eccezione.» ha spiegato Beatrice Dusio, progettista di Eden.

Il progetto prevede anche la realizzazione di una mappatura open source dei centri culturali accessibili del territorio bolognese, con l’obiettivo di rendere più visibili le opportunità già presenti e favorire nuove forme di partecipazione.

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