Il nuovo protocollo di sicurezza per la stazione di Bologna non è ancora arrivato alla fase conclusiva perché manca la relazione con le osservazioni del Comune. A denunciare il ritardo è il capogruppo della Lega a Bologna, Matteo Di Benedetto, che attribuisce all’amministrazione guidata da Matteo Lepore la responsabilità di non aver completato il passaggio necessario per definire e applicare il protocollo.

Secondo Di Benedetto, Prefettura, Questura e Ferrovie avrebbero già raccolto gli elementi necessari nell’ambito della procedura. Resterebbe invece da completare la parte di competenza di Palazzo d’Accursio. Senza quel documento, sostiene il consigliere, non sarebbe possibile concludere l’iter e introdurre le ulteriori misure previste dal nuovo protocollo.

La stazione di Bologna al centro della questione sicurezza

La contestazione riguarda una delle aree della città maggiormente interessate da spaccio, violenza e criminalità, tra cui anche la Bolognina, piazza XX Settembre, i Giardini Fava e le zone vicine. Nel frattempo, secondo quanto riferito da Di Benedetto, la Questura ha intensificato le operazioni ad alto impatto e le forze dell’ordine hanno aumentato la presenza nell’area. Questi interventi, però, non sostituirebbero il protocollo complessivo, che secondo il consigliere resta ancora da completare.

Chieste spiegazioni del ritardo

Di Benedetto punta quindi direttamente il dito contro l’amministrazione comunale.. Il consigliere chiede al sindaco Lepore di spiegare pubblicamente le ragioni del ritardo e sostiene che la mancata conclusione della procedura rappresenti una precisa responsabilità politica.

«Lepore deve rispondere pubblicamente di questa mancanza: o sono incompetenti, oppure hanno scelto politicamente di abbandonare Bologna sul tema della sicurezza». La richiesta riguarda in particolare la trasmissione della relazione del Comune e la conclusione dell’iter necessario al nuovo protocollo.

Sul ritardo del Comune interviene anche Elena Ugolini, consigliera dell’Assemblea legislativa regionale e presidente del gruppo assembleare Rete Civica, che chiede alll’amministrazione Lepore di chiarire i tempi della procedura e di completare rapidamente la relazione.. «Non si tratta di una questione burocratica: quando parliamo di sicurezza, ogni ritardo incide sulla capacità delle istituzioni di intervenire tempestivamente. Chiedo al sindaco Lepore di trasmettere rapidamente la propria relazione e di rendere partecipe la cittadinanza delle ragioni di questo ritardo, spiegando quali siano le osservazioni ancora da completare e quali interventi ritenga necessari. La chiarezza e la trasparenza sono indispensabili quando si agisce nel segno del bene comune.»

«La sicurezza è un bene centrale e i cittadini hanno diritto di sapere quali decisioni vengono prese, quali tempi vengono rispettati e quali invece si stanno accumulando.»

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