A Bologna si torna in piazza per Patrick Zaki

Una mobilitazione in piazza Maggiore per chiedere al governo di concedere subito la cittadinanza italiana a Patrick Zaki e di fare pressione sull’Egitto affinché sia rilasciato quanto prima.

Lunedì 27 settembre alle 18,30 si torna in piazza a manifestare per chiedere la liberazione di Patrick Zaki, lo studente dell’Università di Bologna e attivista per i diritti umani che da oltre un anno e mezzo è in carcere in Egitto accusato di aver scritto un articolo con notizie false sulla minoranza copta in Egitto, di cui fa parte. Le altre accuse che lo riguardavano, quella di attività sovversive e terroristiche, ad esempio, erano dapprima cadute per mancanza di prove, poi, oggi 24 settembre sono ricomparse. E Patrick Zaki è ancora rinchiuso nel carcere in Egitto. La nuova mobilitazione di lunedì a Bologna consiste in un presidio organizzato da Amnesty International Italia in piazza Maggiore alla vigilia della nuova udienza del processo. «Il giorno prima della prossima udienza vogliamo tornare in piazza insieme all’Università, al Comune, alle associazioni, alle cittadine e ai cittadini bolognesi che non hanno mai smesso di chiedere a gran voce libertà per Patrick Zaki»,  spiega Amnesty annunciando l’appuntamento. 

La prima udienza del processo, al tribunale di Mansura, è durata poco più di cinque minuti ed è stata aggiornata al 28 settembre: lo studente rimarrà in carcere fino a quella data. «Lunedì 27 settembre saremo in piazza per chiedere al governo di concedere subito la cittadinanza italiana a Patrick e di fare tutto ciò che è nei suoi poteri per fare pressione sull’Egitto affinché sia rilasciato quanto prima». Al presidio sono attesi, tra gli altri, il sindaco Virginio Merola, il portavoce di Amnesty in Italia Riccardo Noury, lo scrittore e attore Alessandro Bergonzoni. 

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