«Non stiamo parlando di ‘pioggia di disdette’, ma di un totale annullamento delle prenotazioni in agriturismo per le vacanze di Pasqua da parte di clienti italiani e stranieri». È l’’allarme lanciato ieri dall’organizzazione che riunisce gli agricoltori Confagricoltura Emilia-Romagna a causa della situazione della diffusione del Coronavirus in Italia. La regione non ha nessuna zona rossa, ma la psicosi che si sta diffondendo in Italia sta creando notevoli danni economici. Si parla di quasi 1170 aziende agrituristiche di cui 76 con agricampeggio che rischiano di non reggere l’urto del Coronavirus. È evidente che le strutture della regione non possono andare avanti senza aiuti e sostegno», ha detto Gianpietro Bisagni, presidente degli agriturismi associati a Confagricoltura Emilia Romagna, in rappresentanza del 50% circa delle strutture presenti sul territorio.
«L’agriturismo è il primo comparto agricolo a lanciare l’allarme rivelando dati che saltano all’occhio, tuttavia siamo preoccupati per gli effetti che questa emergenza si sta trascinando dietro, con inevitabili ricadute sull’immagine complessiva dell’agroalimentare made in Italy nel mondo, perché dall’Emilia Romagna parte oltre il 15% dell’intero export di food&beverage del Paese», ha dichiarato invece il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini. Il neo-presidente dell’organizzazione degli imprenditori agricoli ha chiesto di istituire in tempi rapidi una ‘regia unica’ regionale, in coordinamento col governo e con tutte le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali coinvolte nel Patto per il Lavoro, come richiesto dal governatore della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Poi invita ad «abbassare i toni affinché l’emergenza sanitaria non si traduca in un vero e proprio incubo per l’economia e la tenuta della struttura sociale».

