Cento piccoli alberi in vaso, distribuiti in sette piazze del centro di Bologna sono bastati a scatenare un’ondata di polemiche. A far discutere, più che l’iniziativa in sé, che servirebbe per fare ombra e ripararsi dal sole e dal caldo, è il costo sostenuto dal Comune: ben 128mila euro, ovvero 1.280 euro per ogni pianta. A giudicare dai commenti apparsi sui social, l’esperimento annunciato come «senza precedenti» dall’amministrazione guidata dal sindaco Matteo Lepore non ha convinto molti bolognesi. Proprio pochi giorni fa un sondaggio pubblicato sul Sole 24Ore sul consenso dei cittadini nei confronti dei sindaci ha rivelato un crollo di quasi 9 punti percentuali per lo stesso sindaco bolognese. E il dissenso continua.
Le critiche sui social
«Appena posizionati sono dovuto correre a mettermi il giubbotto dal fresco che faceva…», ironizza un utente. «Ora che lo so prossima volta che vengo in centro mi porto il giubbotto, non immagino sotto quell’ombra clamorosa che freddo possa fare!!», aggiunge un altro ironizzando sulle dimensioni degli alberelli e quindi sulla poca ombra che essi fanno. E ancora: «Un genio, sono così piccoli che non fanno neanche ombra. Soldi buttati dei cittadini». E ancora: «Siamo al limite della psicosi», aggiunge una bolognese. «Alberi in vaso! 128.000 euro? 1280 euro ad alberello? In un vivaio lo prendi con nemmeno 100 euro un albero così piccolo!», scrive invece un altro cittadino. Difficile nelle centinaia di commenti trovarne uno positivo sull’iniziativa.
Il progetto, finanziato attraverso il Fondo per la riparazione e l’adattamento climatico, ha l’obiettivo di rendere le aree urbane più resilienti agli eventi estremi. Ma secondo i cittadini che contestano la misura, quella cifra avrebbe potuto essere impiegata in maniera più efficace. C’è chi cita, per esempio, il caso del torrente Ravone, esondato lo scorso ottobre a causa – secondo il Tribunale civile – delle carenze nella manutenzione da parte di Comune e Regione.
Nei giorni scorsi, il giudice ha disposto la creazione di un fondo di garanzia da 3,6 milioni di euro per risarcire i residenti delle zone colpite, tra via del Ravone, via del Genio e via Zoccoli. Il dispositivo, che accoglie il ricorso di venti cittadini, ha sottolineato come l’alluvione non sia stata causata da un fenomeno meteorologico eccezionale, ma da un’insufficiente gestione del corso d’acqua.
Mentre i primi alberelli, al momento poco ombreggianti, fanno la loro comparsa tra le strade e le piazze cittadine, il sindaco Matteo Lepore ha scelto finora di non commentare direttamente le critiche. Nessun post sui social, solo una storia. Una scelta che in molti leggono come un tentativo di evitare ulteriori ondate di dissenso sui social.
La discussione, insomma, resta aperta. E la risposta finale – come sempre – la daranno i cittadini.

