Dopo sei giorni di occupazione, lo stabile di via Don Minzoni 12 è tornato vuoto. Le cinquanta famiglie che lo avevano occupato hanno lasciato l’edificio dopo l’incontro in Prefettura che ha portato a un accordo tra gli attivisti di Plat, il Comune di Bologna, la prefettura e la Questura. In totale, 142 persone, tra cui 72 minori, hanno accettato le proposte di Palazzo d’Accursio.
Le soluzioni offerte
I servizi sociali prenderanno subito in carico le famiglie già sfrattate e senza casa, che saranno ospitate temporaneamente in un albergo cittadino, per poi essere inserite nei progetti di pronta accoglienza gestiti da Acer. Chi invece vive ancora nella propria abitazione pur essendo sotto procedura di sfratto potrà rientrare in casa e continuare a pagare regolarmente. È previsto inoltre un nuovo tavolo di confronto con i proprietari per rinegoziare gli accordi e ridurre la tensione registrata nelle ultime settimane.
Gli attivisti di Plat Piattaforma di Intervento Sociale guardano con fiducia ai «300 milioni confermati dalla Regione per risolvere la crisi abitativa, ai 600 milioni promessi dal governo Meloni e alla proposta di legge sull’auto-recupero che verrà discussa in Regione». Secondo Plat, sono tutti «primi passi» verso un cambiamento che intendono continuare a sostenere.
La vicesindaca Emily Clancy ha assicurato che l’amministrazione lavorerà per garantire «soluzioni di lungo periodo, esaminando le famiglie e le fragilità caso per caso». I servizi sociali, ha spiegato, costruiranno percorsi personalizzati nel rispetto dei criteri di equità e delle graduatorie di transizione abitativa. Tra le opzioni ci sono anche i 30 alloggi che Acer sta ristrutturando, ma non tutte le famiglie di via Don Minzoni potranno accedervi, poiché «i servizi sociali stanno seguendo tanti nuclei bolognesi sotto sfratto» e le priorità verranno stabilite secondo i punteggi previsti.
Le critiche
Critiche arrivano invece da Fratelli d’Italia. Per l’eurodeputato Stefano Cavedagna, l’intesa è «di una gravità inaudita» perché «passa il messaggio che se occupi violentemente un immobile di proprietà pubblica, poi ti sistemano in hotel fino a che non ti troveranno un’altra sistemazione».
Gli attivisti di Plat hanno dichiarato conclusa l’occupazione «avendo raggiunto il suo scopo» e hanno confermato l’incontro di oggi alle 17.30 con l’eurodeputata Ilaria Salis.

