È partita la fase esecutiva del complesso piano di messa in sicurezza della Torre Garisenda, uno dei simboli più riconoscibili di Bologna, la cui stabilità è sotto osservazione da decenni. I nuovi interventi, redatti da un team di esperti incaricati dal Comune, si pongono l’obiettivo di eliminare lo stato di pericolo e consolidare la base, in particolare il tronco inferiore della struttura, compromesso da fenomeni di degrado dei materiali e deformazioni del terreno.
Il monitoraggio costante condotto dall’Università di Bologna e dal Dipartimento di Ingegneria (DICAM) ha evidenziato nel tempo un progressivo incremento della pendenza verso est/sud-est. Le indagini approfondite avviate dal 2010 hanno permesso di accertare danni importanti alla struttura muraria in selenite e al conglomerato interno del basamento, aggravati da cedimenti anomali riscontrati nel 2023.
Lavori fino al 2028
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, nel corso di una conferenza stampa convocata per illustrare i lavori di restauro della torre Garisenda, chiusa dal 2023, ha annunciato che secondo le previsioni le operazioni di messa in sicurezza della torre medievale termineranno nel 2028. Il progetto si articola in due grandi fasi. La prima è finalizzata alla rimozione dello stato di pericolo, che consentirà di tornare a lavorare in prossimità della torre: si procederà con l’installazione di due tralicci metallici, detti “cavalletti di Pisa”, dai quali verrà esercitata una trazione controllata per controbilanciare le spinte dovute all’inclinazione. La seconda fase prevede il consolidamento della base tramite iniezioni di malta.
Il piano operativo è frutto di un anno di studi e monitoraggi e tiene conto delle nuove conoscenze emerse, come spiegano i progettisti: «L’analisi degli esiti di oltre un anno di monitoraggio ha consentito al gruppo di esperti di ridimensionare in parte lo stato di allarme generatosi all’epoca, consentendo di potere lavorare anche “nei pressi della torre”».
Tra gli interventi previsti, la ri-stilatura preventiva dei giunti, l’installazione dei tralicci, la realizzazione di un campo prove per le iniezioni e il posizionamento di fasce in poliestere per una trazione graduale. Il sistema consentirà di suddividere le forze in due fasi: nella prima, si testerà la risposta della torre alle sollecitazioni leggere; nella seconda, in base ai dati raccolti, si valuterà se intensificare la trazione o modificarne l’assetto.
Solo dopo un adeguato periodo di osservazione si procederà alla fase finale del consolidamento, che coinvolgerà tutto il tronco di base. «I tralicci serviranno per applicare un leggerissimo sforzo orizzontale equilibrante rispetto alla forza generata dalla inclinazione della torre, in questo modo riducendo le sollecitazioni alla base del lato sotto pendenza e permettendo di effettuare le lavorazioni necessarie».
Intanto, nel cantiere allestito tra via San Vitale, via Zamboni, via Rizzoli e via de’ Giudei, sono iniziate le operazioni propedeutiche all’installazione delle strutture. La storica Torre Garisenda è al centro di uno dei più delicati interventi di ingegneria strutturale degli ultimi anni: la sfida è preservarla senza comprometterne l’identità, garantendo la sicurezza dei cittadini e la tutela di un patrimonio unico.

