Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha annunciato l’intenzione di querelare Il Giornale e chi, a suo dire, sta rilanciando contenuti diffamatori nei suoi confronti e della sua famiglia. La decisione arriva dopo la pubblicazione di due articoli che, secondo il primo cittadino, contengono notizie false e insinuazioni personali. «Il quotidiano Il Giornale ha pubblicato due articoli diffamatori, pieni di fake news e illazioni nei confronti miei e della mia famiglia, per questo ho deciso di sporgere querela. Così come sporgerò querela nei confronti degli esponenti della destra locale e nazionale che ne stanno rilanciando i contenuti».
Nel suo intervento Lepore collega quanto accaduto al dibattito politico sulla sicurezza, tema su cui il sindaco ha recentemente criticato l’operato dell’esecutivo nazionale. «La destra che governa l’Italia è abituata a non accettare le critiche dell’opposizione o a ignorare la voce dei sindaci». «Questa non casuale reazione alla mia richiesta di maggiore sicurezza nel nostro paese, di fronte al palese fallimento del governo Meloni, sa tanto di intimidazione a mezzo stampa e dimostra una palese debolezza politica e di argomenti».
Il sindaco respinge al mittente le accuse e invita le forze di opposizione a confrontarsi sul terreno delle proposte. «Se veramente vogliono provare a vincere le elezioni amministrative a Bologna, consiglio alla destra di iniziare a mettere in campo delle buone idee per la città, perché a colpi di notizie false, insulti e fango gettato quotidianamente su di me non andranno da nessuna parte».
Gli articoli per cui Lepore annuncia querele
Gli articoli finiti al centro della polemica ricostruiscono presunti intrecci tra amministrazioni locali guidate dal Partito democratico e la cooperativa Lai Momo nella quale lavora Margherita Toma, moglie del sindaco di Bologna. Concetto ripreso anche in un secondo articolo dove Il giormale ricostruisce una rete di cooperative e associazioni attive su immigrazione e assistenza sociale che ricevono fondi pubblici da Comune e Regione Emilia-Romagna.
L’articolo collega queste realtà ad altre iniziative solidali e culturali e a eventi patrocinati da istituzioni locali su temi come immigrazione e Palestina, sostenendo l’esistenza di un sistema di relazioni tra amministrazioni di centrosinistra, associazionismo e utilizzo di risorse pubbliche. Il quadro viene chiuso con un riferimento all’aumento della presenza straniera e musulmana a Bologna, inserita in un contesto definito di crescente insicurezza.
Come funziona la querela a mezzo stampa annunciata da Lepore
È molto semplice. Se negli articoli incriminati dal sindaco del quotidiano Il giornale è scritta la verità sostanziale dei fatti (e lo si capirà in Tribunale) allora, per il diritto di cronaca, Lepore perderà la causa. Se il giornalista ha, invece, scritto cose non vere, Lepore vincerà. Un altro punto da tenere in considerazione è l’interesse pubblico. Punto di poco rilievo, in questo caso, in quanto i temi degli articoli sono di interesse pubblico. Ultimo punto è la continenza formale, il giudice stabilirà se la forma dell’articolo sia stata o no espressa in modo corretto e rispettoso, senza degenerare in un’aggressione gratuita, un attacco personale o un linguaggio offensivo. Se i tre punti coesistono, allora la diffamazione a mezzo stampa, di cui Lepore sembra sicuro che ci sia, allora non c’è.

