La cooperativa Estragon (affiliata a Legacoop) avrebbe ottenuto contributi pubblici dal Comune di Bologna nonostante una situazione debitoria legata ai tributi locali, mentre due dirigenti comunali sono stati condannati dalla Corte dei Conti per non aver effettuato i controlli previsti sulla posizione fiscale dei richiedenti. È quanto emerge da una sentenza della sezione giurisdizionale dell’Emilia-Romagna, che ha disposto la restituzione di oltre 66mila euro.
Secondo quanto ricostruito dai giudici contabili, tra il 2019 e il 2022 la cooperativa guidata da Manuele Roveri (molto vicino al Partito democratico e al sindaco Lepore), che cura l’organizzazione di eventi in piazza Lucio Dalla e il Botanique in via Filippo Re, avrebbe partecipato e vinto diversi bandi comunali — tra cui Incredibol, Bologna Estate e il progetto Iicc — dichiarando di essere in regola con il pagamento dei tributi locali. In realtà, Estragon aveva accumulato debiti per Tari, Tares e Tarsu compresi tra 30mila e 44mila euro.
Cosa è successo
La vicenda è partita nel 2023 da un esposto presentato da alcuni consiglieri comunali di Fratelli d’Italia. Dagli accertamenti della Guardia di Finanza, richiamati nella sentenza, sarebbero emerse «condotte causative di pregiudizio erariale a carico, rispettivamente, di Estragon e del suo amministratore e legale rappresentante, Manuele Roveri, in relazione alle false o omesse comunicazioni di insussistenza di debiti tributari a carico della menzionata cooperativa ai fini della partecipazione ai bandi comunali che subordinavano il riconoscimento dei contributi pubblici a tale specifica condizione».
Per la Corte dei Conti, Roveri avrebbe agito con dolo. I giudici scrivono infatti: «Il Roveri, infatti, ha attestato il falso perché era pienamente cosciente e consapevole della situazione debitoria della cooperativa Estragon, e ciò si evince dal fatto che, per tutti i bandi era richiesto, di dichiarare sotto la propria responsabilità, di aver preso visione e possedere i requisiti di partecipazione a pena di esclusione. È provato documentalmente che il signor Roveri, in modo reiterato, ha dichiarato di aver preso visione del bando e di essere in possesso dei requisiti di partecipazione».
Le responsabilità dell’amministrazione comunale
La sentenza coinvolge anche due dirigenti del Comune di Bologna, ritenuti responsabili per «colpa grave». L’ex direttore del Settore Cultura e Creatività Osvaldo Panaro (nonchè presidente della Fondazione IU Rusconi Ghigi e insieme a Lepore al concerto di Bruce Springsteen in una missione del sindaco per rafforzare relazioni internazionali) è stato condannato al pagamento di 11mila euro, mentre la dirigente Giorgia Boldrini (nonchè direttrice del Settore Musei Civici di Bologna) dovrà versare 22mila euro. Secondo la Corte avrebbero «omesso i controlli sulla posizione debitoria dei richiedenti», consentendo così l’assegnazione dei contributi pubblici.
Le critiche
Nella nota diffusa dal capogruppo di Forza Italia Nicola Stanzani, la colpa contestata ai dirigenti viene definita «espressione di grave negligenza e incuranza nello svolgimento dell’attività affidata, per aver omesso di verificare, accertare e rilevare la situazione di grave e consolidata morosità». Secondo Stanzani, «l’illegittima percezione dei contributi ha impedito che le somme previste per i progetti potessero essere assegnate agli altri aspiranti aventi diritto».
Sulla sentenza è intervenuto anche Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, che parla di «responsabilità pesanti sia sul fronte dei controlli che su quello dell’utilizzo delle risorse pubbliche». Di Benedetto ha inoltre chiesto chiarimenti politici al sindaco Matteo Lepore dopo quella che definisce «l’ennesima conferma di una mala amministrazione».
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