Il mercato degli affitti a Bologna continua a crescere e a pesare sempre di più sulle tasche di studenti e lavoratori. Il nuovo rapporto annuale di immobiliare.it fotografa una situazione in peggioramento: nel capoluogo emiliano, i canoni di locazione sono aumentati di quasi il 5% rispetto allo scorso anno, confermando una tendenza che sembra non arrestarsi.
«Da quanto emerge dal report a Bologna gli affitti sono aumentati di quasi il 5% rispetto allo scorso anno» dichiara Arianna Castronovo, coordinatrice del sindacato studentesco SIG-SISP-Studenti Indipendenti e rappresentante degli studenti. «Negli ultimi 2 anni, inoltre, il prezzo medio nella provincia di Bologna ha raggiunto il suo massimo nel mese di Luglio 2025 e strumenti di calmieramento come il canone concordato risultano sottoutilizzati rispetto ad altre città universitarie medio grandi del nostro Paese».
Il problema non riguarda soltanto l’aumento dei prezzi, ma anche la mancanza di strumenti adeguati per contenerli. A Bologna, infatti, il canone concordato viene utilizzato molto meno rispetto ad altre realtà universitarie italiane, riducendo le possibilità di accesso a soluzioni abitative a prezzi sostenibili.
Accanto a questo scenario, cresce il fenomeno degli studentati privati di lusso, strutture che propongono camere e servizi a costi inaccessibili per la maggior parte degli studenti. «Questi dati si inseriscono in un contesto più generale di crisi abitativa che è stata determinata dai processi di turistificazione selvaggia che ha vissuto il tessuto urbano» aggiunge Castronovo. «Le istituzioni, a parte qualche misura temporanea e tappabuchi, non affrontano alla radice questi problemi e, nel frattempo, la situazione si aggrava con la diffusione di studentati privati di lusso con prezzi inaccessibili».
Il sindacato studentesco chiede alle istituzioni un intervento deciso, capace di invertire la rotta e riportare l’abitare al centro delle politiche cittadine. «È il momento in cui immaginare un piano casa strutturale, radicale e complessivo, per ripensare l’abitabilità e l’edilizia pubblica, per rimettere al centro i bisogni di studenti e lavoratori» conclude Castronovo. «Il diritto alla casa deve essere una priorità: bisogna aumentare i posti letto negli studentati pubblici e introdurre strumenti di regolamentazione del mercato degli affitti privati, seguendo l’esempio di molti altri paesi europei».

