Buche stradali raddoppiate a Bologna, per il Comune è colpa del cambiamento climatico

Negli ultimi tre anni le strade di Bologna hanno visto un’impennata nei cedimenti dell’asfalto, con un numero di buche quasi raddoppiato rispetto al periodo pre-alluvioni. A lanciare l’allarme è stato il Comune durante un’udienza in commissione, convocata su richiesta dei consiglieri Samuela Quercioli e Matteo Di Benedetto per fare il punto sulla manutenzione viaria.

Secondo quanto riferito dai tecnici comunali, i lavori di chiusura delle buche sono passati da circa 5.000 all’anno a quasi 10.000. «Siamo passati da 5.000 chiusure buche prima degli eventi alluvionali all’anno a 8.000, quasi 10.000 chiusure buche», ha spiegato Francesco Garofano, del settore Lavori pubblici di Palazzo D’Accursio. «Non per cattiva organizzazione dell’impresa, ma per effetto dei cambiamenti climatici che sono sotto gli occhi di tutti».

A incidere sul fenomeno, ha sottolineato Garofano, sono le piogge intense e le nevicate, che accelerano il degrado del manto stradale: «La formazione delle buche avviene soprattutto quando ci sono fenomeni piovosi o neve: il fenomeno si moltiplica».

Tuttavia, a complicare ulteriormente la situazione è arrivata la notizia dei tagli del 70% ai fondi statali destinati a Bologna per la manutenzione delle strade. Un colpo pesante che rischia di compromettere la capacità d’intervento dell’amministrazione.

Ma mentre i numeri preoccupano cittadini e consiglieri, resta un punto critico: da Palazzo D’Accursio si punta il dito contro tutto e tutti — il meteo, i cambiamenti climatici, il governo — senza mai accennare a un’assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione stessa. Nessuna riflessione su una pianificazione forse insufficiente, su appalti assegnati con criteri discutibili, o su controlli non tempestivi. È sempre colpa della pioggia, come da copione, e ora anche del governo. Di autocritica, nemmeno l’ombra.

E i problemi non finiscono qui. I controlli effettuati dal Comune rivelano che non sempre i lavori vengono eseguiti correttamente: su 74 interventi ispezionati solo a gennaio, circa il 30% è risultato non conforme. In quei casi, le ditte incaricate sono state obbligate a ripetere i lavori e, in alcuni episodi, hanno subito sanzioni da parte dell’amministrazione.

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