Con 9,2 milioni di euro raccolti attraverso le sanzioni rilevate dagli autovelox, Bologna si piazza al secondo posto tra le città italiane che nel 2025 hanno registrato i maggiori introiti derivanti dai controlli elettronici della velocità. Il dato segna una crescita del 21,3% rispetto all’anno precedente e consente al capoluogo emiliano di superare Milano nella graduatoria nazionale.
I numeri arrivano da uno studio elaborato dal Codacons utilizzando le rendicontazioni trasmesse dai Comuni al Ministero dell’Interno. Dall’analisi emerge che, nonostante il risultato ottenuto da Bologna, il totale degli incassi delle principali città italiane provenienti dagli autovelox è diminuito rispetto al 2024.
Le venti maggiori città prese in esame dall’associazione dei consumatori, con l’esclusione di Napoli che non aveva ancora presentato la documentazione entro il 31 maggio, hanno complessivamente raccolto 56,5 milioni di euro. Un valore inferiore di 5,5 milioni rispetto all’anno precedente, quando gli introiti avevano raggiunto quota 62,1 milioni.
A guidare la classifica resta Firenze, che nel 2025 ha sfiorato i 20 milioni di euro di entrate derivanti dalle multe per eccesso di velocità. Alle sue spalle si colloca Bologna, mentre Milano scivola in terza posizione con 6,9 milioni di euro. Completano le prime posizioni Genova e Palermo.
Lo studio evidenzia, inoltre, come il calo complessivo degli incassi sia il risultato di andamenti molto diversi tra le amministrazioni locali. In alcune città le entrate da autovelox si sono ridotte drasticamente. È il caso di Roma, dove i proventi si sono più che dimezzati passando da 4,8 a 2,3 milioni di euro. In flessione anche Milano, che perde oltre un terzo degli incassi rispetto all’anno precedente.
Le contrazioni più consistenti riguardano però Trieste, Bolzano e Bari, città che secondo il Codacons hanno registrato i peggiori risultati in termini percentuali.
Secondo il Codacons, le modifiche normative introdotte nel corso del 2025 non hanno inciso direttamente sui dati relativi agli incassi dell’anno precedente. «Le novità in tema di autovelox introdotte nel 2025 non hanno fermato la pioggia di multe agli automobilisti – spiega il Codacons –. Il censimento che obbligava i comuni a comunicare i dati sugli apparecchi, pena la nullità delle sanzioni, è terminato solo a fine novembre, e non ha avuto quindi impatto sui proventi degli enti locali per lo scorso anno».

